Guten Tag

Redazione
13/10/2021

Il 13 ottobre 2016 moriva a Milano Dario Fo. Tag43 vi augura il buongiorno con Ho visto un re, cantata insieme a Enzo Jannacci.

Guten Tag

Drammaturgo, attore, scrittore e regista. Il 13 ottobre 2016, a 90 anni, moriva a Milano Dario Fo. Nato a Sangiano, in provincia di Varese nel 1926, dedicò la sua lunga carriera prevalentemente al teatro, sui cui palchi trasferì testi di satira politica e sociale, manifesto di un costante impegno per le cause tradizionali della sinistra. Nel 1997 vinse il premio Nobel per la Letteratura, ultimo italiano a ricevere il riconoscimento. Sesto in assoluto, dopo Giosuè Carducci, Grazia Deledda, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo ed Eugenio Montale. Merito della grande ironia, come si legge nella motivazione: «Seguendo la tradizione dei giullari medievali, Dario Fo dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi». Insieme alla moglie, Franca Rame, fu infatti membro del Soccorso rosso militante, organizzazione attiva negli Anni di piombo che offriva sostegno legale ed economico agli operai impegnati nelle lotte di fabbrica e ai militanti della sinistra extraparlamentare in carcere. Un attivismo che gli si ritorse contro quando emerse la sua militanza nell’esercito della Repubblica sociale italiana. Di fronte alle polemiche Fo replicò di essersi arruolato per evitare di essere deportato in Germania.

Dario Fo, la Rai e la censura

Fo cominciò a lavorare in Rai dopo aver conseguito la laurea in Pittura all’accademia delle Belle arti di Milano. Nel 1952 i suoi monologhi radiofonici vennero inseriti nello spettacolo Scacco Matto. Due anni più tardi sposò Franca Rame, con la quale si trasferì a Roma dove nacque il figlio Jacopo. Con la moglie scrisse alcuni testi per Canzonissima puntualmente colpiti dalla censura. Per questo la coppia ridusse l’impegno televisivo a favore del teatro. Criticando quello che definivano «teatro borghese», preferivano rappresentare le commedie nelle case del popolo, nelle piazze e nelle fabbriche, spesso a prezzo “politico”.

Mistero Buffo e l’uso del grammelot

Nel 1969 Dario Fo portò per la prima volta in scena Mistero Buffo. La giullarata prevedeva la rielaborazione di testi antichi in grammelot, linguaggio teatrale costituito da suoni con ritmo e intonazione mutuati da idiomi reali. Nel caso specifico, le parole erano una commistione di dialetti padani. Ispirata alla storia di Giuseppe Pinelli fu invece Morte accidentale di un anarchico che nel 1970 segnò il ritorno all’impegno politico. Nel 1974 ritornò in televisione con Il teatro di Dario Fo. In onda su Rai2. Per l’irriverenza e sfrontatezza dei toni, attirò le critiche del Vaticano. Nel 1992 con Johan Padan a la descoverta de le Americhe celebrò i 500 anni della scoperta del Nuovo mondo.

Il premio Nobel nel 1997 e le lauree Honoris Causa

Dario Fo seppe di aver vinto il Nobel auto, mentre con Ambra Angiolini registrava la trasmissione Milano-Roma.

 

Tag43 lo ricorda dandovi il buongiorno con la memorabile interpretazione di Ho visto un re, insieme ad Enzo Jannacci.