Il canto del Gallo

Claudio Ravel
21/06/2021

Gallinari acchiappa con gli Atlanta Hawks la prima finale di Conference della carriera. Dall'oratorio di Graffignana alla Nba: le tappe del successo.

Il canto del Gallo

Gli Atlanta Hawks di Danilo Gallinari si sono guadagnati la finale di Eastern Conference. La squadra della capitale della Georgia ha superato in gara-7 la favorita Philadelphia, sconfitta in casa 103-96. Gallinari ha realizzato 17 punti in 30’. In finale di conference Atlanta se la vedrà con i Milwaukee Bucks mentre a Ovest, Phoenix conduce già 1 a 0 sui Los Angeles Clippers. Con questa impresa, Gallinari diventa il secondo cestista italiano a giocarsi la possibilità di accedere alle Finals dell’Nba, impresa che era riuscita solo a Marco Belinelli che nel 2014 vinse il titolo con i San Antonio Spurs, che superarono 4 a 1 i Miami Heat di LeBron James.

 

Dall’oratorio di Graffignana alla serie A

Danilo Gallinari è nato l’8 agosto 1988 a Sant’Angelo Lodigiano (Lodi). Figlio d’arte – suo padre Vittorio ha conquistato quattro scudetti, una Coppa Campioni, una Korac, una Coppa delle Coppe e altri titoli ancora con le maglie di Milano e Bologna – Gallinari è alto 2.08 cm, gioca nel ruolo di ala e ha mosso i suoi primi passi all’oratorio di Graffignana e, da lì, è passato nella serie B d’Eccellenza con il Casalpusterlengo. Che fosse un predestinato lo si era capito da subito. Nel 2005 con l’Italia ha vinto la medaglia di bronzo agli Europei under 18. Quell’anno l’Olimpia Milano lo cede in prestito all’Edimes Pavia dove vince la classifica dei migliori realizzatori di LegaDue. Tornato a Milano disputa due stagioni con la casacca dell’Armani. Nel 2007 viene eletto miglior giocatore under-22 del campionato italiano e l’anno successivo, sempre con la maglia di Milano, con 508 punti si laurea primo marcatore d’Italia e viene premiato miglior cestista del campionato di A1.

Nel 2008 il salto nella Nba

Il 23 aprile 2008 il “Gallo” partecipa al draft Nba e il giorno dopo riceve il Rising Star Trophy, premio destinato al miglior giocatore under-22 dell’Eurolega. Gallinari compie così il grande salto e sbarca negli Stati Uniti tesserato con la franchigia dei New York Knicks. Resta nella città della Grande Mela fino al 2011 quando viene ceduto ai Denver Nuggets. Dopo sei stagioni, nel 2017 approda ai Los Angeles Clippers e due anni dopo firma con gli Oklahoma Tunder. Dopo un anno Gallinari si separa da Oklahoma e diventa free agent. A novembre dello scorso anno raggiunge un accordo per un triennale da 61,5 milioni di dollari con gli Atlanta Hawks. La squadra veniva da una brutta stagione ma nel nuovo ciclo, a sorpresa, l’ha portata alle finali di Conference. A febbraio di quest’anno, in una delle gare contro Boston Celtics, Gallinari ha stabilito il record personale di triple in una partita, realizzandone 10 su 12.

Gli infortuni e le polemiche per la Nazionale

Gallinari ha esordito in nazionale nel corso dell’All-Star Game di Torino nel 2006 chiamato da coach Recalcati ma i numerosi infortuni hanno condizionato il suo cammino in azzurro. Nel 2007 non partecipò agli Europei a causa di un problema al perone della gamba destra, il primo di una serie di incidenti che lo hanno tenuto a lungo lontano dal parquet e che gli costarono anche la mancata presenza agli Europei 2009. Solo a luglio 2011 è tornato a indossare la canotta azzurra contro la Macedonia. Ha preso parte ai campionati europei del 2011 e del 2015, con l’Italia che perse la finale di consolazione contro la Lituania. L’anno seguente ha fatto parte della spedizione azzurra al torneo di qualificazione per le Olimpiadi di Rio ma l’Italia fu sconfitta dalla Croazia. Nel luglio 2017, nel corso di una gara di preparazione agli Europei, reagì a una gomitata dell’olandese Kok sferrandogli un pugno in faccia. Si fratturò il primo metacarpo della mano destra e dovette dire addio alla rassegna. Ora l’impegno ad Atlanta ha frenato il Gallo: non parteciperà al ritiro Preolimpico di Belgrado della nazionale che si gioca la qualificazione a Tokio 2021. Del resto con il ct Sacchetti le frizioni non sono una novità: nel 2018 Gallinari disse no alla nazionale per dedicarsi a tempo pieno ai Clippers con Sacchetti che replicò stizzito: «Non mi metto in ginocchio, l’azzurro devi sentirlo addosso».