Daniel Craig ha spiegato perché ama frequentare i gay bar

Redazione
14/10/2021

Nel corso di un'intervista con Bruce Bozzi, l'attore 53enne ha rivelato i motivi che, sin da ragazzo, lo hanno sempre spinto a preferirli ai locali etero. Uno su tutti, evitare le risse.

Daniel Craig ha spiegato perché ama frequentare i gay bar

Ospite del podcast Lunch with Bruce in onda sull’emittente radiofonica americana SiriusXM, Daniel Craig ha parlato apertamente della sua abitudine di frequentare i gay bar. Giustificando la sua scelta con una motivazione ben precisa: gli permetterebbero di eludere la mascolinità tossica e aggressiva che, spesso, pervade tutti gli altri locali. 

La passione di Daniel Craig per i gay bar

L’argomento non è saltato fuori casualmente. L’attore 53enne e il conduttore Bruce Bozzi, amici di vecchia data, ripercorrendo le tappe della carriera di Craig, hanno ricordato un episodio che li ha visti protagonisti. Una sera, nel 2010, erano stati visti insieme al Roosterfish, un gay bar in California. «Siamo stati beccati lì ma non stavamo facendo davvero nulla di strano», ha rircordato il conduttore. «Era una bella serata, ti stavo raccontando quel che stava succedendo nella mia vita, come stava cambiando. Da un momento all’altro, ci siamo ritrovati un po’ ubriachi e ti ho proposto di uscire di casa e andare in uno dei locali di Venice Beach. C’era un’atmosfera magica quella notte». Il protagonista degli ultimi cinque film della saga di James Bond ha spiegato come abbia iniziato a bazzicare i gay bar sin da giovanissimo per evitare di finire nelle risse. «Sin da ragazzo, li ho sempre preferiti. In primis perché non c’era il rischio che venissi coinvolto in una scazzottata, come spesso è successo altrove, e ritornassi a casa con un occhio nero», ha aggiunto. «Situazioni del genere sono rarissime nei locali gay. Tutti sono così rilassati, tranquilli, non senti la necessità di dover rendere noto o difendere il tuo orientamento sessuale. Mi è sempre sembrato un ambiente sicuro». Ma non è tutto. Il secondo motivo che lo ha spinto a prediligerli è stata la possibilità di poter conoscere gente nuova, in particolare ragazze: «Attiravano un sacco di donne, che si trovavano lì esattamente per lo stesso motivo per cui mi ci trovavo io. La sicurezza della location e la tranquillità che ispirava la gente che ti circondava».

Tra stelle e incassi da record

Impegnato in una lunga campagna promozionale per l’episodio conclusivo della sua esperienza nei panni del celebre agente segreto, Craig sta vivendo un momento professionale particolarmente felice. Di recente, infatti, ha ricevuto una stella sulla Hollywood Walk of Fame e No Time to die, in due weekend, ha totalizzato oltre 50 milioni di sterline soltanto nel Regno Unito. Un risultato che lo ha già fatto entrare di diritto nella Top 10 dei film di 007 col più alto incasso di sempre.