La crisi ucraina su TikTok e il boom di Vladdy Daddy

Redazione
15/02/2022

È il nomignolo che gli utenti hanno affibbiato a Putin. Chiedendo al presidente russo di fare un passo indietro. Così il social dei balletti e delle challenge ha cominciato a veicolare contenuti politici.

La crisi ucraina su TikTok e il boom di Vladdy Daddy

La crisi ucraina e le tensioni con la Russia sono finite su TikTok e Instagram, diventando argomento di conversazione tra adolescenti, giovani e adulti della Generazione Z. E proprio su questi social alcuni utenti hanno indirizzato appelli per la pace a Vladimir Putin soprannominandolo Vladdy Daddy. Non solo. I video pubblicati su TikTok sono diventati anche una fonte per i ricercatori che osservano i movimenti di truppe sul confine tra Russia e Ucraina. Come riportato dal Washington Post, dalle aree della Russia e della Bielorussia vicine al confine ucraino erano stati caricati centinaia di video che mostravano armi, soldati e veicoli militari in movimento. Immagini che avevano preoccupato gli analisti militari.

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Come è nato il nomignolo Vladdy Daddy

Ben diverso il tenore dei meme e degli appelli sui social dove il nomignolo Vladdy Daddy, che ha una connotazione sessuale, era cominciato ad apparire a partire da 2016. Al tempo veniva usato, come riporta Knowyourmeme, pre prendere in giro l’atteggiamento sottomesso di Donald Trump nei confronti del presidente russo. All’inizio del 2022, i TikToker, in particolare tra gli utenti della Generazione Z, hanno invece cominciato a usarlo per chiedere al leader del Cremlino di non fare scoppiare una terza guerra mondiale in Ucraina.

La crisi ucraina su TikTok e gli appelli a Vladdy Daddy
Immagini di convogli russi in movimento su TikTok.

La stretta di Mosca sui social

In Russia TikTok sfiora i 40 milioni di pubblicazioni mensili e sebbene l’app di proprietà della cinese ByteDance fosse nota all’inizio per le challenge tra adolescenti e i balletti, negli anni ha cominciato a ospitare sempre più contenuti politici e legati all’attualità. Va anche detto che stando all’ultimo rapporto sulla trasparenza di TikTok, dal governo russo è arrivata la maggiore richiesta di rimozione di contenuti nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2021. Una stretta quella di Mosca che ha riguardato tutti i social. A metà dello scorso dicembre un tribunale di Mosca aveva dichiarato Meta, la ex Facebook, colpevole di «ripetute violazioni della legge» per il rifiuto di rimuovere contenuti vietati e aveva condannato l’azienda al pagamento di una multa di quasi 2 miliardi di rubli, circa 24 milioni di euro. Lo stesso per Google multata per 87 milioni di euro. TikTok invece lo scorso maggio era stata condannata a pagare 24 mila euro per non aver cancellato messaggi che invitavano i sostenitori di Navalny a riunirsi e manifestare contro la sua incarcerazione.

come la crisi ucraina è stata vissuta su TikTok
Soldati russi verso il confine ucraino in un video postato su TikTok.

Dai balletti alla politica internazionale: la trasformazione di TikTok

Proprio TikTok negli anni si è trasformato, cominciando a ospitare contenuti politici. «È interessante il modo in cui TikTok riesce a collegare il pubblico più giovane alla politica e agli eventi mondiali», ha spiegato alla Reuters Nina Jankowicz, ricercatrice del Center for Information Resilience con sede nel Regno Unito. «Nessun’altra piattaforma lo ha fatto allo stesso modo». Improbabile però, ha specificato, che questo impegno online si sfoci in proteste di piazza. Che la Gen Z sia interessata a questi temi lo dimostrano per esempio le migliaia di visualizzazioni dei video sulla crisi ucraina postati da Myca Hinton, una studentessa di 21 anni della Fordham University di New York. «Penso che TikTok abbia sicuramente giocato un ruolo enorme nel modo in cui ci informiamo e formiamo le nostre opinioni», ha spiegato Hinton  (@mycahinton). Un altro TikToker, @novosileckij, ha ottenuto quasi 1 milione di visualizzazioni per un video in cui spiegava perché la Russia non avrebbe invaso l’Ucraina.