Crisi climatica, sei buone abitudini per aiutare il pianeta

Fabrizio Grasso
07/03/2022

Dalla dieta vegetariana all'acquisto di soli tre capi d'abbigliamento ogni anno. Ecco i comportamenti facilmente adottabili nella quotidianità che aiuteranno a combattere il cambiamento climatico.

Crisi climatica, sei buone abitudini per aiutare il pianeta

Anche il gesto più piccolo può cambiare le cose e salvaguardare il pianeta. È il messaggio lanciato dalla campagna Jump dell’Università di Leeds, nel Regno Unito. Un nuovo studio britannico ha infatti certificato come ciascun cittadino, tramite il proprio comportamento, possa contribuire al benessere collettivo e dell’ambiente che lo circonda. «L’impegno dei governi e delle organizzazioni internazionali resta fondamentale», hanno detto gli esperti al Guardian. «Contro la crisi climatica abbiamo bisogno del contributo di tutti».

Quali sono i sei comportamenti individuali che possono aiutare il pianeta contro la crisi climatica

Lo studio è opera degli accademici di Leeds con il contributo della società di ingegneria Arup e del network C40 che si impegna per contrastare la crisi climatica. Gli esperti hanno analizzato gli impatti umani sull’ambiente e hanno così individuato sei comportamenti individuale che potrebbero giovare alla salute della Terra. Al fianco dello studio è stata lanciata la campagna Jump che, come suggerisce il nome, chiede di fare un balzo in avanti verso un mondo green. Ogni cittadino dovrebbe, per un periodo di tempo da 1 a 6 mesi, svolgere almeno una fra sei attività ecologiche. Si va dall’adozione di una dieta a base vegetale fino all’acquisto di soli 3 capi d’abbigliamento all’anno. E ancora ammortizzare i prodotti elettronici per almeno sette anni. Utile anche prendere pochi voli a lungo e corto raggio, tenere l’auto quanto più possibile in garage e passare alle fonti sostenibili.

Dalla dieta vegetariana alla cura dei device elettronici. Ecco i 6 comportamenti quotidiani che potrebbero combattere la crisi climatica.
La lista dei sei comportamenti quotidiani per salvare il pianeta (Twitter)

«La nostra ricerca mostra chiaramente che ognuno di noi ha un ruolo da svolgere contro la crisi climatica», ha detto al Guardian Tom Bailey, fra gli autori dello studio. «Non abbiamo tempo per aspettare i governi di tutto il mondo». I dati mostrano infatti che un impegno a livello globale potrebbe ridurre le emissioni fino al 27 per cento entro il 2030. Dal suo lancio online, la campagna ha già ottenuto centinaia di adesioni, mostrando un fenomeno in crescita in tutto il Regno Unito. «Non si tratta di informazioni asettiche, ma di un metodo divertente in grado di unire persone di luoghi e abitudini diversi», ha proseguito lo studioso al quotidiano britannico che ha comunque confermato l’importanza delle istituzioni nel processo di miglioramento.

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Non mancano però gli intoppi dovuti a lacune sociali e tecnologiche

La campagna però non è esente da rallentamenti, derivanti principalmente da difetti strutturali della società. Il costo proibitivo dei biglietti per i treni potrebbe spingere i meno abbienti a virare su voli a corto raggio per gli spostamenti. Inoltre in varie zone della nazione i collegamenti pubblici sono assenti, facendo sì che i cittadini scelgano di muoversi con la propria auto. Ciò non deve però costituire un disincentivo, dato che anche il più piccolo impegno può fare la differenza. «Non si tratta di tornare all’età della pietra, ma di trovare un equilibrio», ha concluso Bailey. «Meno consumi nei paesi occidentali ricchi possono portare a più creatività e connessione».

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