Crisi climatica, nuove risposte grazie all’albero più solo al mondo

Fabrizio Grasso
06/09/2022

Sitka, l'abete più solo al mondo che si trova in Nuova Zelanda, potrebbe aiutare a comprendere meglio la crisi climatica.

Crisi climatica, nuove risposte grazie all’albero più solo al mondo

Un unico abete nel raggio di 222 chilometri. Sulla disabitata isola di Campbell, in Nuova Zelanda, si trova Sitka, l’albero più solo del mondo secondo il Guinness World Record. Alto nove metri, l’esemplare di abete rosso infatti sorge in un’area popolata solo da arbusti e bassa vegetazione. La sua presenza tuttavia potrebbe essere molto più importante del previsto. Un team di ricercatori locali ritiene che possa risultare utilissimo per scoprire alcuni segreti della crisi climatica, soprattutto in merito alle emissioni di anidride carbonica.

In Nuova Zelanda si trova l’albero più solo del mondo. Gli esperti credono possa aiutare contro la crisi climatica e l’impatto del carbonio.
L’abete Sitka, l’albero più solo del mondo, si trova in Nuova Zelanda (Twitter).

Come mai l’abete Sitka è solo e perché può aiutare con la crisi climatica

Si ritiene che l’abete Sitka sia stato piantato a inizio 900 dall’allora governatore della Nuova Zelanda Lord Ranfurly. Oggi rappresenta però una specie invasiva, tanto che in molti vorrebbero vederlo sparire. Eppure la sua presenza potrebbe essere fondamentale per la scienza. Jocelyn Turnbull, scienziata del GNS Science neozelandese, lo ritiene uno strumento prezioso per comprendere la crisi climatica e la presenza di anidride carbonica nell’oceano antartico.

In Nuova Zelanda si trova l’albero più solo del mondo. Gli esperti credono possa aiutare contro la crisi climatica e l’impatto del carbonio.
L’abete Sitka sarebbe stato piantato a inizio 900 (Twitter).

«Solo la metà della CO₂ rimane nell’atmosfera, mentre il resto finisce nella terra e in mare», ha spiegato al Guardian. «Nel dettaglio, l’Oceano antartico ha assorbito il 10 per cento delle emissioni degli ultimi 150 anni». Turnbull sta oggi collaborando con la Deep South National Science Challenge neozelandese, la Antarctic Science Platform e l’Istituto nazionale per l’acqua e l’atmosfera per capirne le conseguenze. L’Oceano è infatti un pozzo di carbonio, ossia un sistema assorbe più anidride carbonica di quella che produce. Un suo eventuale riempimento potrebbe accelerare la crisi climatica? È quello che gli esperti intendono capire.

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La CO₂ nell’Oceano Antartico è in aumento

Già in passato, ulteriori studi avevano cercato di trovare una spiegazione circa l’assorbimento di carbonio da parte dell’Oceano Antartico con risultati contrastanti. La teoria attuale tuttavia sembra confermare un aumento della CO₂ nell’acqua. La datazione al radiocarbonio delle acque profonde e il prelievo dell’atmosfera risultano ad oggi i metodi di misurazione più efficaci, ma limitati. «Non puoi raccogliere l’aria di 30 anni fa», ha sentenziato Turnbull. «Così abbiamo pensato di rivolgere la nostra attenzione agli anelli degli alberi». Ecco che allora Sitka può venire in soccorso, in quanto l’unico della zona. «Quando crescono, le piante assorbono anidride carbonica mediante la fotosintesi», ha proseguito l’esperta. «La usano per accrescere la loro struttura prima di convogliarla proprio negli anelli». Con un trapano a mano, Turnbull ha effettuato un carotaggio di 5 millimetri da analizzare in laboratorio. I risultati saranno pubblicati a breve.

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