Coffee stop

Redazione
27/01/2022

Produzione a rischio in Brasile, Vietnam, Indonesia e Colombia. Entro il 2050, a causa del cambiamento climatico, le aree potrebbero diventare inadatte a ospitare le coltivazioni. Per lo stesso motivo, in pericolo le piantagioni di anacardi e avocado.

Coffee stop

Entro il 2050 molti dei Paesi che producono caffè, avocado e anacardi potrebbero non essere più in grado di sostenere una coltivazione massiccia a causa degli effetti del surriscaldamento globale. Questo il risultato di uno studio compilato da un team di ricercatori che, guidati dal dottor Roman Grüter, ha preso in considerazione il cambiamento climatico e il suo impatto sulle piantagioni. Ne sono venute fuori proiezioni allarmanti.

Il declino dei grandi produttori e gli inaspettati benefici per gli altri Paesi

Gli studiosi hanno concluso che alcune delle principali aree di produzione del caffè come il Brasile, il Vietnam, l’Indonesia e la Colombia sembrano destinate a perdere gran parte delle caratteristiche che le rendono idonee alla coltura. Un discorso valido anche per anacardi e avocado: nel primo caso, l’allarme riguarda l’India, la Costa d’Avorio e il Benin. Nel secondo, Repubblica Dominicana, Perù e Indonesia. Al contrario, potrebbero esserci invece luoghi come gli Stati Uniti, l’Argentina, la Cina e l’Africa dell’Est che, che per altitudine e latitudine, avrebbero le carte in regola per trasformarsi nell’habitat ideale delle piantagioni, traendone vantaggi importanti in termini di apertura a nuovi business e crescita dei fatturati.

Entro il 2050 il surriscaldamento globale potrebbe mettere nei guai i produttori di caffè, avocado e anacardi
La raccolta del caffè in una piantagione dell’Indonesia (Getty Images)

Educare i piccoli imprenditori sull’emergenza climatica

«È stato illuminante poter indagare sulle aree che saranno maggiormente interessate dal fenomeno e capire come cambierà la produzione dei tre prodotti», ha spiegato al Guardian il dottor Grüter, docente della ZHAW School of Life Sciences and Facility Management di Wädenswill, «Dai modelli che abbiamo costruito incrociando più dati, appare chiaro che le regioni interessate potranno provare a evitare lo scenario che le aspetta solo attraverso specifiche strategie di adattamento climatico applicabili alle piante da coltivare e al trattamento del terreno che verrà adoperato».

Entro il 2050 il surriscaldamento globale potrebbe mettere nei guai i produttori di caffè, avocado e anacardi
Operaie preparano gli anacardi da esportare in uno stabilimento del Benin (Getty Images)

Una strategia sostenuta anche dal dottor Paul Jensen, ricercatore del Sustainability Research Institute dell’Università di Leeds: «Questo progetto mostra quanto numerosi e complessi siano i ragionamenti che l’industria alimentare deve fare, tenendo in considerazione tanto le variazioni climatiche estreme quanto quelle minime», ha sottolineato.. «Appare sempre più necessaria una pianificazione a lungo termine, che tuteli soprattutto le colture che contribuiscono alla sopravvivenza degli agricoltori sparsi per il mondo». A subirne le conseguenze, infatti, saranno inevitabilmente i piccoli imprenditori: «Se le entità più vulnerabili del sistema non vengono educate alla comprensione dell’impatto dell’emergenza climatica e alla ricerca di possibili soluzioni, si ritroveranno a pagare il prezzo più caro».

Entro il 2050 il surriscaldamento globale potrebbe mettere nei guai i produttori di caffè, avocado e anacardi
Un contadino messicano a lavoro in una piantagione di avocado (Getty Images)