Variante Delta, tutta colpa dei criceti

Redazione
08/02/2022

Uno studio dell'università di Hong Kong avrebbe provato che i roditori, arrivati dall'Europa, sono stati veicolo di diffusione dell'infezione tra i cittadini. Se confermato, sarebbe il secondo caso documentato di contagio da animale a uomo.

Variante Delta, tutta colpa dei criceti

I criceti domestici sarebbero i responsabili della diffusione della variante Delta del Covid-19 tra i cittadini di Hong Kong. A rivelarlo una ricerca di un team di scienziati dell’università locale pubblicata, sotto forma di preprint (dunque, in attesa di revisione definitiva) su Lancet a gennaio 2022. 

I criceti come possibile veicolo della variante Delta

Una serie di analisi genetiche effettuate su un gruppo di esemplari di un negozio locale ha consentito di individuare, tra gli animali, diversi contagiati. Ed è stato proprio questo a suggerire che il virus possa essere passato dagli uomini ai criceti e dai criceti nuovamente agli uomini, determinando 50 casi (alcuni dei quali tra persone che avevano visitato la bottega). Sebbene lo studio necessiti di ulteriori conferme, si tratta della prima attestazione ufficiale, fondata su evidenza scientifica, della capacità dei roditori – per ora, come riportato da Nature solo criceti e visoni – di trasmettere la malattia agli uomini.

Un gruppo di criceti domestici avrebbe portato la variante Delta del Covid-19 a Hong Kong
Un criceto domestico all’interno della sua portantina (Getty Images)

Come si è svolta la ricerca su criceti e variante Delta

Tutto è iniziato, a metà gennaio, quando un dipendente del negozio di animali, 23 anni, è risultato positivo alla variante Delta. L’ultimo caso, per la politica di tolleranza zero attuata dal governo, risaliva ai primi di Ottobre. Effettuati test sugli “ospiti” di store e magazzino, le autorità sanitarie hanno riscontrato la positività al Covid-19 in 15 su 28 criceti senza alcun segno evidente di infezione. Gli altri roditori erano sani. Si è passati poi a sequenziare i campioni raccolti dai criceti e dai primi tre soggetti positivi: in tutti è stata riscontrata una versione di Delta mai rilevata prima. Peraltro, le sequenze del primo e del secondo paziente (addetto alle vendite e cliente) differivano abbastanza da far pensare a due situazioni di contagio diverse. Il terzo, coniuge di uno dei contagiati, non aveva mai messo piede nel negozio ma aveva un virus identico a quello del partner, sottolineando così il passaggio da animale a uomo e da uomo a uomo.

Un gruppo di criceti domestici avrebbe portato la variante Delta del Covid-19 a Hong Kong
Un roditore viene cibato da un volontario (Getty Images)

Il commercio degli animali nel mirino delle autorità

Stando alle differenze nel materiale genomico dei roditori e alle somiglianze della malattia con la variante rintracciata in Europa, secondo gli studiosi, gli animali si sarebbero ammalati a novembre e, nei mesi prima dell’importazione a Hong Kong, il virus avrebbe avuto tutto il tempo per propagarsi e collezionare mutazioni. Ipotesi che, riconoscendo il commercio di animali come potenziale veicolo di contagio, ha spinto le autorità ad abbattere più di 2mila esemplari. «È bene tenere tali animali d’occhio e monitorarli con attenzione», ha spiegato il virologo Leo Poon, co-autore dello studio, a The Scientist, «in ogni caso, sono sempre più alte le possibilità che il contagio parta dagli uomini e si muova tra simili».