Covid, le Regioni chiedono al Governo la «normalizzazione»

Redazione
25/01/2022

Dall'abolizione del sistema a colori alla sorveglianza soltanto per i sintomatici, fino alla dad per i soli alunni positivi con sintomi: i presidenti sono pronti a redigere un documento da inviare a Draghi con le richieste per un cambio di rotta verso la normalità.

Covid, le Regioni chiedono al Governo la «normalizzazione»

Le Regioni chiedono al Governo passi avanti verso una normalizzazione. Mentre in numeri della pandemia sembrano portare l’Italia lentamente verso orizzonti migliori, con il Covid ha rallentare la propria diffusione nel paese, i presidenti delle Regioni si rivolgono al Governo Draghi. Dopo una riunione tenutasi a Roma, è stato il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a parlare di uno sguardo da rivolgere la futuro.  Per lui, così come per il resto dei presidenti, bisogna «guardare al futuro e procedere rapidamente verso una normalizzazione della situazione che consenta una ripresa più ordinata e il rilancio del nostro Paese. Questi gli obiettivi che ci siamo posti oggi e che sono la base di una posizione che i Presidenti delle Regioni hanno condiviso in modo unanime». Le regioni prepareranno un documento da presentare al Governo

Le richieste delle Regioni: stop ai colori e sorveglianza semplificata nelle scuole

Già dalle parole di Fedriga si capisce come l’obiettivo delle Regioni sia quello di andare verso una rinnovata normalità, sfruttando appieno il calo dei dati. Delle richieste in questione si è parlato già durante la scorsa settimana. Si parte dal superamento del sistema dei colori, con cui ancora oggi si definisce il grado di rischio delle varie zone. Per i presidenti andrebbe eliminato, così come andrebbe cambiata la sorveglianza sanitaria generale. Nel documento che sarà inviato al Governo, su cui si baserà il confronto con cui le Regioni puntano al cambio delle regole, si parla di una sorveglianza per i sintomatici, escludendo quindi chi non ha sintomi, ma anche di un più semplice metodo rivolto alle scuole. La didattica a distanza, in questo sistema, sarebbe esclusivamente rivolta agli studenti positivi sintomatici.

Covid, le Regioni chiedono al Governo la «normalizzazione». I presidenti vogliono abolire il sistema a colori e cambiare le regole per sorveglianza e scuola
Massimiliano Fedriga (Youtube)

Giovanni Toti: «Semplificare conteggi e sistema di sorveglianza»

«Abbiamo chiesto modifiche per quanto riguarda le scuole nell’ottica di semplificare il sistema, che deve funzionare in modo semplice: i sintomatici stanno a casa, tutti gli altri continuano con la loro vita, specie se vaccinati». A dichiararlo è stato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Quest’ultimo ha anche ribadito che «il sistema del conteggio dei malati Covid, che tiene conto anche di coloro che risultano positivi ma ricoverati per altre patologie, così come il sistema dei colori delle regioni e quello del sistema del tracciamento sono tutte cose che appartengono al passato».

Luca Zaia: «Posizione forte delle Regioni»

Dopo la riunione, anche il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha parlato di un cambio di rotta. «Le Regioni hanno preso una posizione forte rispetto alla situazione del Covid. Bisogna cambiare approccio di fronte a un cambio totale di scenario». Anche lui ha parlato di regole da applicare in casi di sintomatici positivi e di un cambio di monitoraggio complessivo. «Il contact tracing è saltato, perché con 20.000 positivi al giorno in una Regione ci sono 200.000 persone da contattare», ha concluso poi Zaia. «Il modello attuale non funziona, è evidente, come si è visto con il caos tamponi che non ha assolutamente risolto il problema».

Covid, le Regioni chiedono al Governo la «normalizzazione». I presidenti vogliono abolire il sistema a colori e cambiare le regole per sorveglianza e scuola
Luca Zaia (Getty)