Covid, pediatri: vaccinare i bambini da 5 a 11 anni

Redazione
08/11/2021

La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale: «Dobbiamo farlo per proteggere loro, i coetanei con patologie e i nuclei familiari».

Covid, pediatri: vaccinare i bambini da 5 a 11 anni

Per quanto riguarda la platea vaccinale, l’Italia si è dimostrato uno dei Paesi più “diligenti”: siamo vicini al 90 per cento di immunizzati con doppia dose, mentre è ben avviata la somministrazione della terza. Ma non basta. Nonostante l’occupazione molto bassa delle terapie intensive, c’è preoccupazione per l’incidenza del Coronavirus nella popolazione, in aumento in tutte le fasce di età, con valori più elevati nella fascia 0-19 anni. Numeri che spingono i pediatri della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale a esprimere il forte auspicio che venga presto autorizzato il vaccino per i bambini da 5 a 11 anni (già realtà in Cina e Stati Uniti).

Vaccini ai bambini, un contagiato su cinque ha meno di 11 anni

«I bambini vanno vaccinati, altrimenti non ne usciamo», dichiara senza mezzi termini il presidente SIPPS, Giuseppe Di Mauro: «Il 20 per cento dei contagiati è al di sotto degli 11 anni. A chi dice di non vaccinare i bambini sani, rispondiamo: il vaccino va fatto a tutti, che siano sani o con patologie pregresse, perché non sempre questa infezione, nei bambini, si manifesta come una banale influenza». Anche i più piccoli, sottolinea Di Mauro «vengono ricoverati e alcuni finiscono in terapia intensiva. I paucisintomatici possono poi portare questa infezione nelle famiglie e mettere a rischio persone adulte, anche vaccinate ma con patologie. Dobbiamo farlo per proteggere loro ma anche per mettere in sicurezza i loro coetanei con patologie e i nuclei familiari».

Vaccini ai bambini, possibile somministrazione per 3,7 milioni di minori

Estendere la vaccinazione ai bambini tra i 5 e gli 11 anni, precisa la SIPPS, significherebbe offrire la possibilità di ridurre il rischio di infettarsi di Covid-19 a circa 3,7 milioni di minori. Da inizio pandemia ad oggi, ci sono stati circa 190 mila casi in questa fascia d’età. Se fossero stati vaccinati, spiega il pediatra Roberto Liguori, in molti avrebbero evitato «quarantena, ritiro sociale, assenza da scuola, lontananza dalla vita sociale e familiare», oltre al rischio di sviluppare forme gravi della malattia e di contagiare i parenti. «Noi pediatri dobbiamo insistere con i genitori facendo capire loro che non bisogna avere paura del vaccino, ma della malattia», afferma Luciano Pinto: «Le famiglie hanno bisogno di normalità, sono due anni che viviamo male e il vaccino è lo strumento che può riavvicinarci alla normalità. Il ruolo del pediatra, anche questa volta, si rivela essenziale nel dialogare con la famiglia».