Stop alle porte girevoli, cosa prevede la riforma del Csm

Redazione
11/02/2022

Per tre anni, i magistrati che hanno coperto cariche elettive o incarichi di governo non possono tornare a indossare la toga dopo la fine del mandato. Cambia anche la composizione del Consiglio Superiore della Magistratura.

Stop alle porte girevoli, cosa prevede la riforma del Csm

Stop alle porte girevoli. I magistrati che hanno coperto cariche elettive o incarichi di governo non possono tornare a indossare la toga dopo la fine del mandato. È quanto prevede la bozza per la riforma del Csm, approvata all’unanimità dal Consiglio dei Ministri che si è riunito oggi alle 12:30 a Palazzo Chigi, con un’ora e mezza di ritardo a causa degli approfondimenti richiesti da alcuni membri della maggioranza. Gli emendamenti della ministra della giustizia Marta Cartabia hanno riscritto una riforma che era stata presentata dal suo predecessore, il grillino Alfonso Bonafede, e che giaceva in Parlamento da tempo.

Stop alle porte girevoli, cosa prevede la riforma del Csm. Per tre anni, i magistrati che hanno coperto cariche elettive o incarichi di governo non possono tornare a indossare la toga.
La ministra della Giustizia, Marta Cartabia (ROBERTO MONALDO/POOL/AFP via Getty Images)

Riforma del Csm, cosa prevede

In base alla riforma, i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari che hanno svolto incarichi apicali nei ministeri o incarichi di governo non elettivi (capi di gabinetto, segretari generali presso i ministeri o ai capi dipartimento), alla fine di queste esperienze non potranno svolgere funzioni giurisdizionali per un periodo di tre anni. La stessa disciplina verrà applicata ai magistrati che si sono candidati in politica, ma non sono stati eletti. La loro destinazione sarà individuata dai rispettivi organi di autogoverno. Resterà comunque possibile, per questi magistrati, assumere altri incarichi fuori ruolo presso altre amministrazioni e di assumere funzioni non giurisdizionali presso le sezioni consultive del Consiglio di Stato, le sezioni di controllo della Corte dei Conti e l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione.

Stop alle porte girevoli, cosa prevede la riforma del Csm. Per tre anni, i magistrati che hanno coperto cariche elettive o incarichi di governo non possono tornare a indossare la toga.
Palazzo dei Marescialli, sede del Csm (Wikipedia)

Riforma del Csm, cambia anche la sua composizione

All’atto dell’accettazione di una candidatura politica, i magistrati devono essere posti in aspettativa senza assegni (obbligatoria per l’intero mandato), con diritto alla conservazione del posto e computo a soli fini pensionistici. Previsto inoltre il divieto di cumulo del trattamento economico in godimento con l’indennità prevista per la carica: il magistrato dovrà scegliere. La bozza prevedeva cambiamenti anche per l’elezione del Consiglio Superiore della Magistratura, per il quale era stato indicato un sistema elettorale misto, basato su collegi binominali, che eleggono cioè ciascuno due componenti del Csm, ma che prevede anche una distribuzione proporzionale di 5 seggi a livello nazionale. Niente liste, ma candidature individuali. Secondo quanto previsto dalla bozza, i componenti del Consiglio Superiore della Magistratura tornano come in passato a 30: 20 togati e 10 laici. Nel sistema elettorale misto previsto trova spazio anche il sorteggio: servirà ad assicurare che in ogni collegio binominale sia raggiunto il minimo previsto di 6 candidati e per riequilibrare le candidature del genere meno rappresentato.