Meno Squid per Kim

Redazione
15/10/2021

La Corea del Nord si scaglia contro la serie. Attraverso una recensione apparsa sui canali del regime sferrato un duro attacco al modo di vivere e alla corruzione dilagante a Seoul.

Meno Squid per Kim

Se c’è qualcuno che non è rimasto ipnotizzato dal fascino Squid Game è Kim Jong-Un. Il nuovo round della diatriba fra Seoul e Pyongyang si è spostato sul campo delle Serie Tv. Da un lato, infatti, l’opera sudcoreana di Hwang Dong-hyuk continua a macinare record in tutto il mondo, con milioni di visualizzazioni e stream su Netflix, dall’altro incontra l’ostilità diffusa della vicina Corea del Nord.

Il commento è stato pubblicato sul sito Arirang Meari

Tmz e Deadline, due fra i canali di spettacolo più noti degli Stati Uniti d’America, hanno riportato che un sito web pro regime, Arirang Meari, avrebbe pubblicato una recensione negativa contenente una serie di attacchi alla Corea del Sud. E ancora secondo quanto si può leggere sui media di Pyongyang – che, ricordiamo, ha una rete internet privata – lo spettacolo «ha ottenuto popolarità perché espone la bestialità della cultura sudcoreana». L’attacco non finisce qui. Secondo le fonti americane, i media di Kim Jong-Un avrebbero individuato nello spettacolo «un mondo in cui conta solo il denaro, un orrore infernale in cui la corruzione è all’ordine del giorno». La «triste realtà bestiale della società sudcoreana» espressa in Squid Game sembrerebbe provenire, secondo Deadline, da una mancata comunicazione fra le due Coree, tanto che Pyongyang non avrebbe ricevuto un promemoria che sancisse la natura fittizia dello show.

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Squid Game, di cosa parla la serie Netflix del momento

La serie tv, che ha da poco superato Bridgerton come il prodotto più visto su Netflix nei primi giorni di lancio, racconta le vicende di persone incapaci di pagare grossi debiti contratti in passato. Per questo competono in una strana gara in cui il vincitore guadagna milioni di dollari, mente gli sconfitti pagano con la vita. Fra le centinaia di concorrenti, c’è anche Kang Sae-byeok, una giovane nordcoreana in fuga dal regime con il fratello e in cerca di una vita migliore.

Le ingiustizie sociali e l’egoismo delle società capitaliste fortemente criticati dalla Corea del Nord, è bene precisarlo, effettivamente si notano nella serie. Lo stesso regista aveva infatti annunciato di essersi ispirato alla crisi economica del 2008 e al boom delle criptovalute. Per quanto riguarda l’esposizione dello stile di vita dannoso di Seoul, non si tratta di una novità per Pyongyang. Washington Post e New York Times, nel parlare di Squid Game avevano riportato le parole del dittatore nordcoreano dello scorso giugno, quando aveva definito l’intrattenimento di Seoul «un cancro che corrompe parole e comportamenti».