Cop proibito

Redazione
02/11/2021

Karine Elharrar, ministra dell'Energia israeliana affetta da distrofia muscolare, non ha potuto raggiungere il punto di raccolta dove avrebbe incontrato gli altri colleghi. Il motivo? Le navette non erano attrezzate per trasportare la sedia a rotelle.

Cop proibito

Greta e i giovani attivisti impegnati da tempo nella lotta contro i cambiamenti climatici, non sono stati gli unici a rimanere fuori dai lavori della Cop26. La denuncia, ben più grave è arrivata da Twitter, a formularla la ministra dell’Energia israeliana Karine Elharrar. Era giunta da Tel Aviv fino in Scozia per prendere parte al summit, ma ieri, lunedì 1 novembre, è stata costretta ad alzare bandiera bianca, sconfitta dalle barriere architettoniche. La donna 44enne è affetta da distrofia muscolare e per gli spostamenti necessita di una sedia a rotelle. Ma le navette messe a disposizione degli organizzatori per raggiungere il punto di raccolta dove si sarebbe ritrovata con gli altri colleghi non erano attrezzare per trasportare il mezzo. Elharrar, così, dopo due ore di tentativi si è arresa. Non senza ribadire attraverso i social tutta la propria amarezza: «Spero che si traggano le dovute lezioni, affinché già domani possa occuparmi della promozione delle energie verdi, dell’abbattimento delle barriere e dell’efficienza energetica».

 

Cop 26, la ministra Karine Elharrar resta fuori, le parole di Naftali Bennett

A mostrarle solidarietà, in primis, il primo ministro Naftali Bennett, che ha definito inaccettabile l’accaduto e si è premurato per assicurarsi che la situazione venga risolta nel più breve tempo possibile. Il premier, nelle ore immediatamente successive, ha, inoltre, inviato una denuncia formale agli organizzatori. D’altronde, come ha sottolineato il ministro degli esteri Yair Lapid: «È impossibile preoccuparsi di sostenibilità, di futuro e del clima, se prima non pensiamo agli esseri umani, all’accessibilità e alle disabilità». Alla donna, intanto, sono arrivate anche le scuse dell’ambasciatore britannico in Israele, Neil Wigan: «Mi scuso profondamente e sinceramente con la ministra.  Vogliamo un vertice della Cop che sia accogliente e inclusivo per tutti», ha twittato. Ma non è l’unico problema, in tanti, si sono lamentati, infatti, delle lunghe code per raggiungere luoghi chiave del vertice.