FS: più green e meno emissioni

Matteo Innocenti
11/11/2021

Il Gruppo è in linea con la Vision of Rail 2030 presentata dall’Union Internationale des Chemins de Fer in questi giorni.

FS: più green e meno emissioni

Mentre a Glasgow si conclude la Cop26, una cosa è certa: almeno in Europa, da qui al 2030 lo sviluppo del mondo dei trasporti vedrà grossi investimenti in energia e innovazione tecnologica, logistica green, città più vivibili e comunità connesse, capaci di rispettare gli obiettivi previsti dall’Agenda Onu. È quanto emerge dalla Vision of Rail 2030, presentata dall’Union Internationale des Chemins de Fer in occasione dei lavori della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, secondo cui la ferrovia sarà la spina dorsale della catena della mobilità del futuro.

PNRR, 28 miliardi per l’infrastruttura ferroviaria

In Europa, l’Italia è il Paese che attraverso il PNRR ha investito maggiormente nell’infrastruttura ferroviaria: nella missione 3 del PNRR sono 31 i miliardi dedicati, di cui ben 28 miliardi fanno capo al Gruppo FS, risorse che andranno a potenziare l’Alta Velocità, specie al Mezzogiorno, a connettere porti e aeroporti con le linee ferroviarie, a spostare sempre più persone e merci su binari, con una percentuale di investimenti per il Sud pari al 46 per cento del totale: l’obiettivo è aumentare la quota dei passeggeri che utilizzano la ferrovia dal 6 al 10 per cento, con un conseguente risparmio annuo di CO2 pari a 2,3 milioni di tonnellate.

Gruppo FS, emissioni in forte calo

In Italia il Gruppo FS, principale player sulla spesa del PNRR per la ferrovia, continua a ridurre le emissioni di anno in anno: come messo in evidenza dal GHG Report, primo rapporto sui gas serra appena pubblicato, nel 2020 sono state prodotte 688mila tonnellate di CO2 in meno rispetto al 2019. Un calo del 25 per cento ottenuto nell’annus horribilis della pandemia, ma nel trend di risparmio di anidride carbonica iniziato prima del Covid. L’obiettivo per il 2030? Il 55 per cento di emissioni in meno, rispetto a quelle del 1990.

Treni, meno consumi e energia pulita

Nell’ottica di una ripresa economica, si agisce su più fronti: minori consumi e più energia pulita. Per quanto riguarda i primi, la voce che più “pesa” nel bilancio di FS è la trazione ferroviaria, ma l’elettrificazione di nuove tratte e l’uso di treni bimodali, cosiddetti ibridi, sono misure di efficientamento energetico che contribuiranno alla riduzione delle emissioni di CO2. Parallelamente, cresce il ricorso a energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, come quella proveniente dagli impianti fotovoltaici riconducibili alle officine di manutenzione di Trenitalia. Contribuisce a ridurre le emissioni anche la sostenibilità della flotta rotabile, composta da treni sempre più leggeri che consumano meno energia, sia sull’Alta velocità che sulle linee regionali.

Ferrovie, investimenti non solo sui treni

E non finisce qui: l’investimento economico di FS è stato fatto anche sui mezzi non dedicati al trasporto di passeggeri, come gru e treni di manovra, il cui rinnovamento ha comporta un risparmio netto di 1.350 tonnellate di CO2 nel corso del 2020. Con gli interventi in campo e l’aumento della quota di mercato su ferro, secondo l’UIC le performance del settore dei trasporti in Europa faranno da traino per altri settori produttivi. Obiettivo: la carbon neutrality nel 2050.