Cop26: la strada verso l’accordo sul clima è ancora lunga

Redazione
02/11/2021

I leader mondiali sono d'accordo nel ritenere l'emergenza climatica la priorità da risolvere, ma capire come farlo è ancora complicato

Cop26: la strada verso l’accordo sul clima è ancora lunga

Per salvare il pianete bisogna partire dagli alberi. Ne sono convinti i potenti del mondo riuniti a Glosgow per il summit di due giorni nell’ambito della Cop26.

Una delle dichiarazioni d’intenti che verrà firmata è proprio quella nei confronti del polmone del mondo con l’impegno a porre fine alla deforestazione entro il 2030 stanziando 19,2 miliardi di dollari.

Cop26: l’impegno contro la deforestazione

Il Primo Ministro Boris Johnson, in proposito, ha dichiarato: «Questi grandi ecosistemi brulicanti, queste cattedrali della natura, sono i polmoni del nostro pianeta». Tra i firmatari della Dichiarazione di Glasgow sulle foreste ci saranno anche Jair Bolsonaro, Xi Jinping e Vladimir Putin.

Intanto il premier giapponese Fumio Kishida ha lasciato il Giappone alla volta di Glasgow, dove parteciperà alla conferenza annuale dell’Onu sul clima Cop26. Si tratta della prima trasferta del leader conservatore da quando è diventato premier, a inizio e ottobre, e all’indomani della conferma della maggioranza del suo partito alle elezioni per il rinnovo della Camera bassa. «Intendo rendere nota l’intenzione del nostro Paese per il contribuito agli obiettivi al raggiungimento della neutralità carbonica nell’intero continente in Asia», ha detto Kishida. Lo scorso mese l’esecutivo nipponico ha formalizzato alla Convenzione dell’Onu sui cambiamenti climatici, l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio del 46 per cento entro il 2030, rispetto ai livelli del 2013. Il leader cinese Xi Jinping ha mandato un messaggio scritto al summit e in contemporanea il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin ha criticato a testa bassa gli Usa, per l’inquinamento del passato: le sue emissioni storiche sono 8 volte quella della Cina.

Cop26: cosa ha detto Draghi

A tutte le latitudini, in ogni caso, la certezza è che occorra agire subito, l’appello dei capi di governo. Capire come azzerare le emissioni entro il 2050 è però la cosa più difficile.

«L’iniziativa della Cop26 è molto molto importante» ha detto il premier Mario Draghi «traccia il percorso che dovremo intraprendere tutti insieme per dare risposta al problema che non possiamo risolvere da soli. Un singolo Paese non può rispondere a questi problemi e questa forse è la più importante iniziativa collettiva diretta a questo fine. Prima si ignorava completamente il problema, ora c’è crescente consapevolezza» sul clima.

Cop26: il mea culpa di Biden

«Faremo quello che è necessario o faremo soffrire le future generazioni? Questo è il decennio decisivo sul clima, e la finestra si sta chiudendo rapidamente. Glasgow deve dare il calcio di inizio al cambiamento», ha detto Joe Biden alla Cop 26 di Glasgow. «Nella lotta ai cambiamenti climatici nessuno può farcela da solo, agire è nell’interesse di tutti. Dobbiamo investire nell’energia pulita, ed è quello che faremo negli Usa, ridurremo le emissioni entro il 2030».

Il presidente americano Joe Biden ha chiesto scusa ai leader mondiali per la decisione di far uscire gli Usa dall’accordo di Parigi sul clima presa dal predecessore Donald Trump. «Chiedo scusa»  ha detto «per il fatto che gli Stati Uniti sono usciti dall’accordo di Parigi mettendoci in una situazione difficile».

Cop26: la Regina invita i potenti del mondo all’azione

Non è più «il tempo delle parole, ma il tempo dell’azione» per affrontare la minaccia dei cambiamenti climatici. Lo afferma la regina Elisabetta, 95 anni, rivolgendosi ai leader della Cop26 di Glasgow in un videomessaggio. Costretta dai medici al riposo e a rinunciare a presenziare all’appuntamento scozzese, la sovrana si è mostrata in discreta forma. Ha invitato i leader a «elevarsi oltre la politica spicciola» e dar prova di qualità da «veri statisti” per dare un futuro «più sicuro e stabile» al pianeta. «Nessuno vive per sempre», ha ricordato, ma occorre pensare «ai figli, ai nipoti», alle generazioni che verranno.