Covid, la Cina licenzia 74 funzionari di governo: incapaci di contenere la pandemia

Redazione
22/03/2022

Oltre 70 funzionari locali sono stati licenziati o puniti da Pechino. La loro colpa da rintracciare nell'incapacità di contrastare il Covid. Così, per evitare ritorsioni, le autorità delle province impongono provvedimenti più severi rispetto al governo centrale.

Covid, la Cina licenzia 74 funzionari di governo: incapaci di contenere la pandemia

Puniti o licenziati. Sarebbe questa, secondo il South China Morning Post, la fine toccata a oltre 70 funzionari cinesi nell’ultimo mese. La loro colpa andrebbe rintracciata nell’incapacità di contrastare efficacemente la pandemia da Covid. L’elevata contagiosità di Omicron, infatti, ha provocato, solo nell’ultima ondata, oltre 20 mila infezioni, un numero inaccettabile per le autorità di Pechino. A parziale giustificazione dell’impennata, sono arrivate le parole del personale sanitario, per i quali i pochi, o addirittura assenti, sintomi del virus renderebbero complicata l’individuazione dei positivi. Evidentemente non abbastanza se i vertici del governo hanno spiegato che non esiteranno a procedere con le punizioni nel caso in cui i funzionari venissero sorpresi ad agire in modo poco tempestivo. Da qui, l’effetto domino e la tolleranza zero adottata dagli organi politici locali nei confronti di 74 persone che, a vario titolo, non avrebbero adempiuto a pieno al loro dovere.

Covid, 14 funzionari cinesi licenziati nella provincia del Guangdong

Nello specifico 14 funzionari sono stati licenziati nel Guangdong, Cina meridionale, compresi i vice capi della polizia della provincia e il capo della sicurezza di Dongguan. I motivi del provvedimento ufficialmente non sono stati resi noti, sebbene un loro collega abbia spiegato al quotidiano cinese che siano stati conseguenza diretta del mancato rapido controllo dei focolai esplosi nelle strutture di isolamento di Dongguan e Shenzhen: «La Commissione Centrale per l’Ispezione Disciplinare e il Dipartimento Organizzazione del Comitato Centrale sono molto concentrati sulle prestazioni dei quadri provinciali nella lotta contro l’epidemia. Coloro che hanno fallito saranno eliminati dal percorso di promozione. Quelli che hanno ottenuto buoni risultati saranno nella rosa dei candidati allo scatto». Non è andata meglio a Jilin, provincia nord orientale, dove è stato licenziato il sindaco e l’alto funzionario sanitario della città di Changchun. Insieme a loro anche 12 funzionari, colpevoli di non aver frenato la diffusione del virus responsabile di numerose infezioni.

La Cina ha licenziato oltre 70 funzionari di governo a livello locale: per Pechino non erano in grado di contenere la pandemia da Covid
Covid test in Cina (Getty)

Le direttive di Xi Jinping per contrastare il Covid

In questo scenario, lo scorso giovedì, si è svolta una riunione del Politburo, in cui il presidente Xi Jinping ha ordinato alle autorità locali di proseguire con la strategia Zero Covid, eliminando le trasmissioni il prima possibile, anche a costo di adottare lockdown mirati. Ordini tradotti in restrizioni notevoli a livello locale, che «in caso di fallimento vanno punite con il pugno di ferro, perché altrimenti la popolazione accuserà la leadership dei flop», ha spiegato Alfred Wu, professore associato presso la Lee Kuan Yew School of Public Policy dell’Università Nazionale di Singapore. È qui, però, che si crea un corto circuito: «La commissione sanitaria nazionale ha più volte invitato i quadri locali ad attenersi alle linee guida centrali. Tuttavia, sono molte le città che adottano misure ulteriori, anche in caso di pochi contagi».

La Cina ha licenziato oltre 70 funzionari di governo a livello locale: per Pechino non erano in grado di contenere la pandemia da Covid
Xi Jinping (Getty)

Un’esigenza dovuta spesso al timore delle conseguenze, ma alla carenza di risorse e competenze, che fatta eccezione per luoghi come Shanghai, riguarda grosse aree del Paese. Nell’ultimo mese, poi, solo un provvedimento è stato erogato per provvedimenti eccessivi, a Heilongjiang, nel Nord della Cina, mentre gli altri hanno avuto per destinatari esclusivamente chi non riusciva a controllare la pandemia. Dal primo focolaio di Covid esploso a Wuhan sono mille complessivamente i funzionari licenziati per il mancato controllo della pandemia. Tra loro, l’ex segretario del partito dell’Hubei Jiang Chaoliang e il governatore Wang Xiaodong. Entrambi successivamente hanno ottenuto lavori propedeutici alla pensione negli organi consultivi politici e legislativi nazionali.