Cina, decine di dissidenti politici rinchiusi in strutture psichiatriche

Redazione
17/08/2022

Per la Ong Safeguard Defenders, almeno 99 i casi di ricoveri forzati senza giustificazione medica dal 2015 al 2021. Si tratta di attivisti e prigionieri politici che vengono messi fuori causa da Pechino.

Cina, decine di dissidenti politici rinchiusi in strutture psichiatriche

La Ong Safeguard Defenders ha denunciato il governo cinese. L’accusa al Partito comunista è di aver rinchiuso in strutture psichiatriche, senza alcuna necessità o giustificazione medica, diversi oppositori politici. L’organizzazione racconta che «nel 2022 il Partito comunista cinese imprigiona ancora regolarmente oppositori politici negli ospedali psichiatrici nonostante più di un decennio fa abbia applicato modifiche legislative per frenare questa pratica barbara». Il sistema sarebbe stato usato dalla Cina fin dagli anni ’80 e ancora, dopo oltre 40 anni, non accenna a fermarsi.

Cina, decine di dissidenti politici rinchiusi in strutture psichiatriche. Lo denuncia la Ong Safeguard Defenders. Oltre 99 casi in sei anni
Un uomo ricoverato (Getty)

Il rapporto dell’Ong: oltre 99 casi dal 2015 al 2021

La pratica in questione è nota con il nome di Ankang e si tratta del ricovero forzato in strutture psichiatriche di prigionieri politici e dissidenti. Nonostante le riforme approvate sulla carta, secondo l’Ong la Cina continua a mettere in atto il ricovero. Oltre 99 i casi di ricoveri per motivi politici tra il 2015 e il 2021, come si legge nel rapporto stilato dalla Ong Safeguard Defenders grazie alle interviste dell’organizzazione cinese Civil Rights and Livelihood Watch. Quest’ultima, fondata dalla giornalista Liu Feiyue, ha raccolto un gran numero di testimonianze con interviste alle vittime e alle loro famiglie.

L’Ong: «Il Partito allontana così gli attivisti»

Il racconto dell’Ong è chiaro: «In nome del mantenimento della stabilità il Partito è in grado di allontanare gli attivisti senza alcuna speranza di vedere un avvocato o di andare a processo, mentre diagnostica loro una malattia mentale in modo che siano socialmente isolati anche dopo il rilascio. Molti pazienti hanno subito abusi fisici e mentali. Sono stati sottoposti a dolorosi elettroshock, spesso senza anestesia; sono stati legati ai loro letti dove sono stati lasciati per ore a giacere umiliati nei loro stessi escrementi; sono stati picchiati e isolati». Tutto questo è possibile grazie anche a medici e ospedali che «colludono con il Pcc per sottoporre le vittime a ricoveri inconsapevoli e non necessari dal punto di vista medico e a medicazioni forzate».

Cina, decine di dissidenti politici rinchiusi in strutture psichiatriche. Lo denuncia la Ong Safeguard Defenders. Oltre 99 casi in sei anni
In Cina nel corso degli anni sono state numerose le proteste contro la censura e le regole dettate dal Partito Comunista (Getty)