Il virus scia con voi

Redazione
17/01/2022

A tre settimane dall'inizio delle Olimpiadi invernali di Pechino, la Cina registra il numero più alto di infezioni Covid dal marzo 2020. Le autorità impongono una nuova stretta agli arrivi nella Capitale mentre puntano il dito contro il Canada: Omicron sarebbe arrivata con una busta contaminata.

Il virus scia con voi

A tre settimane dall’inizio dei Giochi olimpici invernali (previsto per il 4 febbraio), la Cina registra il numero più alto di casi Covid dal marzo 2020. Secondo l’Oms sono 135.299 le persone attualmente malate. Lunedì i nuovi contagi sono stati 223 (280 secondo l’Oms), di cui 80 nella città portuale di Tianjin – primo focolaio di Omicron in Cina – e nove (tra cui alcuni casi Omicron) a Canton, nel sud del Paese. Altri 68 casi sono stati segnalati nella provincia centrale dell’Henan dove nei giorni scorsi era stato deciso il lockdown duro per i 5,5 milioni di residenti di Anyang in seguito alla conferma di 84 infezioni locali.

pechino alle prese con Omicron prima delle olimpiadi invernali
Test anti-Covid a Pechino (Getty Images).

Oltre 20 milioni di cinesi sono in lockdown

Gli abitanti di Zhuhai, nel Guandong al confine con Macao, dopo la registrazione di una manciata di casi Omicron (al momento nemmeno una decina), non possono lasciare la città e da oggi sono sottoposti a tracciamento a tappeto. Numeri che se paragonati a quelli occidentali sembrano davvero poca cosa, ma che preoccupano e non poco le autorità cinesi che da subito hanno adottato la politica di tolleranza zero, sigillando città e metropoli per pochissimi nuovi casi. Sono ormai saliti a 20 milioni i cinesi confinati in casa. A quelli già citati di Anyang si aggiungono i 13 milioni di Xi’an e 1,1 milioni a Yuzhou.

Nuova stretta sui viaggiatori diretti a Pechino

Gli atleti e le delegazioni stanno già arrivando a Pechino e nella vicina provincia di Hebei entrando in una bolla controllata e totalmente separata dal resto degli abitanti della Capitale (20 milioni). Il governo ha imposto una ulteriore stretta sui viaggiatori diretti nella Capitale. Oltre al test negativo fatto 48 ore prima dell’ingresso in città, ne occorre anche uno negativo entro 72 ore dall’arrivo. La scorsa settimana sono stati sospesi bus e treni per Pechino dalla vicina Tianjin dove sono stati testati tutti i 15 milioni di residenti. Nell’Henan, invece, le scuole sono state chiuse e sono stati vietati gli eventi pubblici comprese le celebrazioni per il capodanno lunare.

pechino alle prese con Omicron prima delle olimpiadi invernali
In CIna al momento 20 milioni di persone sono in lockdown (Getty Images).

Le accuse di Pechino al Canada: «Omicron arrivata su una busta contaminata»

Negli ultimi 22 mesi, la Cina è riuscita a controllare la pandemia con lockdown duri imposti a milioni di persone al primo caso positivo e tracciamento a tappeto. Nonostante il tasso di vaccinati sia abbastanza alto –  al 15 gennaio erano state inoculate oltre 2,93 miliardi di dosi mentre sono 1,3 miliardi le persone completamente vaccinate – l’efficacia contro Omicron dei due vaccini cinesi è tutta da dimostrare. Per questo la nuova variante con la sua altissima contagiosità (un infetto può contagiare fino a 10 persone) spaventa. Ma come è arrivata Omicron a Pechino? Come riporta il South China Morning Post, il centro per le malattie, prevenzione e controllo della Capitale ha affermato che la nuova variante è entrata via posta dal Canada. Il vicedirettore del Centro, Pang Xinghuo, ha dichiarato che il primo paziente Covid della città a cui è stata diagnosticata la variante Omicron aveva ricevuto una lettera spedita dal Paese nordamericano il 7 gennaio scorso. «Non escludiamo la possibilità che la persona sia stata infettata dal contatto con un oggetto dall’estero», ha spiegato. Non è certo la prima volta che le autorità cinesi denunciano di aver riscontrato tracce di coronavirus su importazioni estere, tra cui alimenti congelati. Ricercatori e autorità sanitarie straniere hanno sempre sollevato dubbi circa questo metodo di trasmissione: il virus non sopravvive abbastanza a lungo sulle superfici. Dal canto suo l’agenzia per la salute pubblica canadese ha rassicurato la Cina e l’Oms sul bassissimo rischio di contaminazione su pacchi e corrispondenza internazionali.