Chi l’ha visto, stasera caso Khrystyna Novak: chi è, perchè è stata uccisa, Francesco Lupino

Redazione
26/05/2021

Il caso della ballerina ucraina stasera dalle 21.20 a Chi l'ha visto. La storia della 29enne, il cui cadavere è stato ritrovato lo scorso giovedì, e i motivi per i quali sarebbe stata uccisa

Chi l’ha visto, stasera caso Khrystyna Novak: chi è, perchè è stata uccisa, Francesco Lupino

Nella puntata di Chi l’ha visto in onda questa sera su Rai Tre alle 21.20, Federica Sciarelli racconta e prende in esame il caso di Khrystyna Novak, ballerina ucraina scomparsa lo scorso novembre e trovata morta in un casolare a Castelfranco di Sotto, nel pisano.

La ricostruzione del caso di Khrystyna Novak

Quando, a novembre, la madre di Khrystyna Novak perde le sue tracce, chiede alle amiche di provare a capire cosa le sia accaduto. Non immagina minimamente che la storia della figlia possa concludersi con un epilogo tanto tragico. Dopo infiniti giorni di attesa e tentativi di ricerche inutili, la famiglia si rivolge alle forze dell’ordine. Che, avviate le ricerche, non escludono nessuna pista. Soprattutto dopo il ritrovamento in casa della borsa della vittima con tutti i documenti, elemento che porta a escludere con sicurezza un allontanamento volontario.

La svolta delle indagini arriva con l’arresto del compagno, Airam Gonzalez, imprenditore locale d’origine spagnola accusato di porto abusivo di armi e munizioni, ricettazione, detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’uomo viene fermato lo scorso 31 ottobre, il giorno prima della sparizione della ragazza. Accade così che nel corso dell’interrogatorio, Gonzales faccia il nome del tatuatore Francesco Lupino, arrestato a marzo con l’accusa di omicidio. Lupino avrebbe ucciso Novak tra la sera dell’1 e la notte del due novembre.

Secondo le ricostruzioni, Lupino si sarebbe presentato a casa della 29enne, rimasta sola dopo l’arresto del fidanzato. Mandato via nonostante la sua insistenza, sarebbe ritornato successivamente con l’obiettivo di uccidere Khrystyna Novak e depistare le indagini, facendo credere si trattasse di una fuga volontaria.

Khrystyna Novak e Francesco Lupino erano nella stessa casa

Attraverso una serie di esami, gli investigatori hanno scoperto che Francesco Lupino e Khrystyna Novak si trovavano nella villa di Corte dei Nardi, dove abitava la vittima, all’ora in cui sarebbe stato commesso l’omicidio. Gli accertamenti balistici hanno riscontrato tracce di proiettile esploso nel corridoio vicino all’ingresso dell’abitazione. Mentre a terra e sul muro, sono stati rintracciati segni di una ripulitura effettuata per rimuovere tracce ematiche, in ogni caso individuate con la prova del Luminol.

Il rinvenimento del cadavere avvenuto lo scorso giovedì ha subito evidenziato elementi che hanno portato al riconoscimento, nonostante fosse completamente avvolto nel cellophane, ricoperto di rifiuti e parzialmente mutilato da morsi di animali. L’anello di fidanzamento regalatole da Gonzalez, la corporatura, l’abbigliamento indossato sono apparsi elementi sufficienti. La madre di Khrystyna Novak, disperata, ha comunicato di pretendere l’autopsia e tutti gli esami genetici per avere la certezza assoluta si tratti della figlia. I dubbi, tuttavia, restano ben pochi.

Perché Khrystyna Novak è stata uccisa?

Esclusa sin dall’inizio la pista dell’allontanamento volontario, gli investigatori hanno dirottato la loro attenzione sul fidanzato della vittima e sui traffici in cui era coinvolto. La donna, venuta a conoscenza di tutto, aveva provato in ogni modo a farlo desistere dai giri illeciti che condivideva con Lupino. Come raccontato dallo stesso Gonzalez durante l’interrogatorio, aveva deciso di accontentarla, mettendosi in contatto con il socio.

Questo, dal canto suo, lo avrebbe fatto arrestare dalla polizia di Pontedera, che dopo una soffiata lo ha sorpreso in casa con due pistole e gli stupefacenti. Approfittando della situazione, il tatuatore si sarebbe poi recato da Khrystyna Novak e, al culmine di diversi tentativi di allontanamento, l’avrebbe uccisa con due colpi di pistola per poi occultarne il cadavere, trascinandolo in una zona isolata e dismessa.