Chi è Francesca Mannocchi, la giornalista freelance esperta di migrazioni e conflitti

Virginia Cataldi
08/03/2022

Chi è Francesca Mannocchi? La giornalista freelance ha collaborazioni con testate nazionali e internazionali e segue da vicino i conflitti.

Chi è Francesca Mannocchi, la giornalista freelance esperta di migrazioni e conflitti

Francesca Mannocchi è una nota giornalista italiana. Collaboratrice di testate nazionali come L’Espresso, Internazionale e La7, firma pezzi anche per media come The Guardian, The Observer Al Jazeera English. Ultimamente ha riconquistato popolarità grazie ai suoi reportage di guerra dall’Ucraina che vengono trasmessi al TgLa7 di Mentana. Ma chi è Francesca Mannocchi? E cosa sappiamo della sua vita privata? Scopriamolo insieme.

Chi è Francesca Mannocchi? 

Sulla biografia della giornalista non si hanno molte informazioni. Si sa che è venuta al mondo nel 1981, ma non si conosce né il luogo né la data esatta di nascita. Dunque, oggi Mannocchi potrebbe avere 40 o 41 anni. Dopo essersi laureata in Storia del cinema e aver lavorato in una redazione per lungo tempo, la giornalista ha deciso di diventare freelance. Da allora ha stretto moltissime collaborazioni importanti. Firma pezzi per L’Espresso,Internazionale, Rai3, SkyTg24, La7 e altre testate internazionali come Al Jazeera English, The Guardian e The Observer.
Chi è Francesca Mannocchi? La giornalista freelance ha collaborazioni con testate nazionali e internazionali e segue da vicino i conflitti.
Chi è Francesca Mannocchi
La giornalista si occupa soprattutto di migrazioni e conflitti riguardanti principalmente i paesi della lega araba e la Turchia. Ha ricevuto il Premio Franco Giustolisi “Giustizia e Verità” nel 2015 con l’inchiesta realizzata per LA7 sul traffico di migranti e sulle carceri libiche, il Premiolino per il giornalismo nel 2016 e nel 2021 il Premio Ischia internazionale di giornalismo. Nel 2018 il documentario diretto con il fotografo Alessio Romenzi Isis, Tomorrow. The Lost Souls of Mosul, sui figli dei combattenti dell’ISIS, è stato presentato alla 75ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.Per Giulio Einaudi Editore ha pubblicato nel 2019 Io Khaled vendo uomini e sono innocente, con cui ha vinto il Premio Estense, e nel 2021 Bianco è il colore del danno, libro nel quale parla della sua esperienza con la sclerosi multipla. Con Editori Laterza ha pubblicato nel 2019 Porti ciascuno la sua colpa.

La vita privata della giornalista

Il compagno di Francesca Mannocchi è Alessio Romenzi. Ex operaio siderurgico alla Thyssen-Krupp di Terni, si è trasferito un giorno a Gerusalemme diventando uno dei principali fotografi di guerra al mondo. Ha vinto anche il World Press Photo del 2013 per le sue immagini in Siria.

Chi è Francesca Mannocchi? La giornalista freelance ha collaborazioni con testate nazionali e internazionali e segue da vicino i conflitti.
Chi è Francesca Mannocchi

Francesca ha anche un figlio, Pietro. Ma non si sa se suo padre sia appunto Alessio. Un giorno aveva raccontato la propria esperienza con la maternità: “Quando fai l’esperienza della maternità, cioè del dare vita a un altro e prenderti cura di lui, attivi recettori dell’attenzione che prima non avevi. Certo, sono sempre stata una persona molto attenta alle fragilità degli altri, ai problemi degli altri, anche per il lavoro che faccio. Ma Pietro ha indubbiamente moltiplicato questa vista”.

La malattia di Francesca Mannocchi

All’età di 39 anni a Francesca Mannocchi è stata diagnosticata la sclerosi multipla, una malattia che lei stessa ha descritto in un articolo su L’Espresso. “La medicina la definisce una malattia potenzialmente disabilitante del cervello e del midollo spinale, il sistema nervoso centrale, per intenderci”. Nel suo libro Bianco è il colore del danno (Einaudi Stile Libero), la giornalista ha approfondito il suo rapporto con la sclerosi multipla.

In un passaggio del libro si legge: “Mi tocco la gamba. Non la sento. Mi tocco il piede. Non lo sento. Mi tocco il braccio, l’ascella, il polso, ogni dito della mano destra e non sento niente. La mia vita con la sclerosi multipla è cominciata così, senza che lo sapessi, in una stanza laccata bianca che avevo chiamato Gemma”.