C’eravamo tanto amati stasera su Cine34: trama, cast e curiosità

Valentina Sammarone
22/01/2024

Film del 1974 di genere commedia e drammatico diretto da Ettore Scola. Gianni, Antonio e Nicola sono tre partigiani legati da una forte amicizia che, finita la guerra, tornano alla propria vita. Lo scontro con la realtà quotidiana, però, mette a dura prova il loro legame.

C’eravamo tanto amati stasera su Cine34: trama, cast e curiosità

Stasera 22 gennaio 2024 andrà in onda su Cine34 dalle ore 21.05 il film C’eravamo tanto amati di genere commedia e drammatico. Il regista della pellicola del 1974 è Ettore Scola e nel cast ci sono Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli, Stefano Satta Flores, Giovanna Ralli, Aldo Fabrizi.

C’eravamo tanto amati, trama e cast del film in onda stasera 22 gennaio 2024 su Cine34

Gianni (Vittorio Gassman), Antonio (Nino Manfredi) e Nicola (Stefano Satta Flores) sono tre partigiani divenuti amici durante la guerra di liberazione. Dopo la fine della Seconda Guerra mondiale si dividono: Nicola ritorna a Nocera Inferiore, dove diventa insegnante, Antonio a Roma dove riprende il lavoro di portantino in un ospedale e Gianni a Pavia per terminare gli studi di giurisprudenza. In ospedale Antonio conosce Luciana (Stefania Sandrelli), aspirante attrice originaria della provincia di Udine. Antonio viene discriminato in ospedale, perché non rinuncia a combattere le sue battaglie dalle stesse prospettive palingenetiche per le quali aveva rischiato la vita da partigiano. Nel 1948 Gianni, giovane avvocato tirocinante, e Antonio si incontrano casualmente in una trattoria di Roma. Antonio si è fidanzato nel frattempo con Luciana, ma Gianni, meno idealista, lo tradisce e inizia una relazione con lei. Tuttavia, il desiderio di Gianni per il successo lo porta a lasciare Luciana per Elide, figlia di un ricco palazzinaro. Gianni diventa anche avvocato del suocero, sfruttando le sue abilità per proteggere affari discutibili, che diventano presto i suoi interessi personali.

Nicola, professore al liceo classico di Nocera Inferiore, ha pretese intellettuali ed è attivo nel cineforum, ma proprio a causa dei film da lui proposti, tra cui Ladri di biciclette, subisce l’ostracismo della classe dirigente locale, filo-democristiana e da sempre avversa ai film del neorealismo. Escluso dall’insegnamento, abbandona moglie e figli per cercare fortuna in campo culturale a Roma. Intanto Luciana, dopo essere stata abbandonata da Gianni, avuto poi un breve flirt anche con Nicola, tenta il suicidio, venendo soccorsa in extremis da Antonio. Luciana però lo respinge nuovamente, rompendo i legami con i tre amici. Una sera, a bordo di un’autoambulanza, Antonio viene chiamato a intervenire a piazza di Trevi proprio mentre Federico Fellini si accinge a girare la famosa scena della fontana con Marcello Mastroianni ne La dolce vita (nella scena il regista e l’attore interpretano loro stessi). In questa occasione rivede Luciana che è accompagnata da Rinaldo, un capogruppo che le dà lavoro nel giro cinematografico. Il film è un continuo intreccio tra sentimenti e incontri casuali dei protagonisti.

C’eravamo tanto amati, tre curiosità sul film 

La dedica a Vittorio De Sica

Dedicato a Vittorio De Sica, scomparso durante la lavorazione, è considerato il capolavoro di Scola, sancendone l’ingresso tra i più grandi cineasti italiani di sempre. Il film rende anche omaggio ad altri generi cinematografici, in virtù della trama che percorre circa 30 anni di storia italiana, soprattutto attraverso una serie di intuizioni filmiche in onore di Vittorio De Sica, Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Roberto Rossellini e Alain Resnais.

I premi vinti

La pellicola si aggiudicò molti premi tra cui il Gran Premio al Festival cinematografico internazionale di Mosca, un premio César per il miglior film straniero, tre Nastri d’argento e la Grolla d’oro del premio di Saint Vincent. Il film è stato successivamente inserito nella lista dei 100 film italiani da salvare, «100 pellicole che hanno cambiato la memoria collettiva del Paese tra il 1942 e il 1978».

Il titolo del film

Il titolo del film – che inizialmente doveva essere Voglio uccidere De Sica poi Avventura italiana – è una strofa della canzone Come pioveva!, scritta nel 1918 dal cantautore napoletano Armando Gill, poi riproposta da altri (fra i quali Vittorio De Sica a inizio carriera) e rimasta nel repertorio della musica leggera italiana.