Castagno dei Cento Cavalli: l’albero più vecchio d’Italia ha 2.200 anni

Annarita Faggioni
04/08/2022

Con oltre 2 mila anni di età, il Castagno dei Cento Cavalli è l'albero più vecchio e grande d'Italia: storia, origine del nome e grandezza.

Castagno dei Cento Cavalli: l’albero più vecchio d’Italia ha 2.200 anni

Il Castagno dei Cento Cavalli è ufficialmente l’albero più vecchio d’Italia. Situato alle pendici dell’Etna, in particolare nella piccola comunità di Sant’Alfio (Catania), secondo le stime, avrebbe 2.200 anni. In realtà si pensava che ne avesse molti di più, ma uno studio sul suo Dna ha smentito le precedenti stime che parlavano di circa 4.000 anni. Secondo i ricercatori, la pianta avrebbe iniziato la sua vita durante la Seconda Guerra Punica, nel 202 a.C.

Il Castagno dei Cento Cavalli ha oltre 2.200 anni ed è l'albero più vecchio d'Italia. Dove si trova e se si può visitare.

Castagno dei Cento Cavalli: lo studio su grandezza ed età

Il Castagno dei Cento Cavalli è stato sottoposto ad un accurato studio da parte del Consiglio per la ricerca in agricoltura Crea. Dalla ricerca è emerso che avrebbe un diametro medio di 18 metri. Si parla di diametro medio perché in realtà il castagno è diviso in tre rami principali, che con il tempo si sono trasformati in tre alberi completi pur con le stesse radici. Il diametro totale dovrebbe essere di circa 58 metri mentre l’altezza di circa 22.

All’inizio si era ipotizzato che potesse trattarsi di tre alberi diversi, ma poi il Dna non ha lasciato dubbi. La scoperta ha evidenziato anche l’efficacia di una nuova tecnica per l’analisi del materiale biologico.

Il Castagno dei Cento Cavalli ha oltre 2.200 anni ed è l'albero più vecchio d'Italia. Dove si trova e se si può visitare.

Castagno dei Cento Cavalli: leggende e dintorni

Oltre ad essere visitabile, il monumento naturale porta con sé alcune straordinarie leggende. Una di queste rivela che il nome è stato dato dalla regina Giovanna I D’Angiò che si era salvata da un temporale rifugiandosi sotto l’albero con 100 suoi cavalieri. Nel corso dei secoli, tantissimi artisti e scrittori si sono fermati ad ammirarlo e ne hanno parlato nelle loro opere. Uno di questi è l’autore romantico Johann Wolfang von Goethe. Per la comunità, questo castagno è molto importante data la sua tradizione ed età: nel 1965 è infatti stato definito un monumento nazionale e nel 2008 è diventato patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.