Turisti per casa

Camilla Curcio
19/10/2021

Amate dai visitatori che fanno a pugni per una foto. Da Notting Hill a Burano, sono tante le abitazioni diventate tappa fissa nell'itinerario dei viaggiatori. Una popolarità che, però, ha anche dei lati negativi. Su tutti il rispetto della privacy dei residenti.

Turisti per casa

Vivere in una casa instagrammabile ha le sue gioie e i suoi dolori. Lo sanno bene gli inquilini di tutti quei palazzi che, apprezzati per il loro valore artistico, sono diventati attrazioni turistiche. Al punto da campeggiare, quasi giornalmente, sui profili social di viaggiatori, cittadini e influencer. Attenzione che, come ogni cosa, portata all’eccesso, reca in dote effetti collaterali, nello specifico riconducibili soprattutto all’invasione della privacy. Al punto che, in certi casi per preservare un po’ di intimità è necessario chiedere aiuto alle autorità. Una situazione che accomuna, seppur in termini diversi, realtà distanti parecchi chilometri. Dalle villette di Notting Hill, alle abitazioni di Burano, passando per il colossale Monster Building di Hong Kong.

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Notting Hill, le villette più fotografate del web

Le facciate color pastello sono conosciute in tutto il mondo. E non solo dai fan sfegatati dell’omonimo film con Julia Roberts e Hugh Grant. Notting Hill è uno dei quartieri più celebri e frequentati di Londra. Ma, soprattutto, uno dei più fotografati. Dettaglio che, col tempo, è diventato croce e delizia dei residenti come la giornalista Alice Johnston. Vivendo da anni lungo Portobello Road, la reporter non si stupisce più della folla disposta a tutto per uno scatto. «Una volta, io e un mio amico stavamo passeggiando tranquillamente col suo bulldog quando un turista ci ha fermato per chiederci se potessimo prestarglielo per un rapidissimo servizio fotografico», ha raccontato alla CNN. «Abbiamo acconsentito, si è messo in posa col cane davanti a una porta color azzurro chiaro e poi ci ha dato cinque sterline per ringraziarci». Ma se esistono storie come questa, fatte di cortesia e tatto, esistono anche episodi meno piacevoli. Soprattutto se i protagonisti fanno l’errore di scambiare abitazioni private per un set cinematografico. «C’è stato un giorno in cui, appena finita la doccia, mi stavo vestendo per andare a lavoro e, all’improvviso, mi accorgo che un signore stava fotografando le mie finestre con un iPad». Essere accomodanti coi visitatori non è semplice ma trovare dei compromessi non è impossibile. C’è stato chi ha installato delle cassettine per raccogliere offerte in cambio di foto. E chi, invece, come Johnston, ha deciso di guardare il bicchiere mezzo pieno. «Amo viaggiare e so che devo essere comprensiva. Prendo tutto il buono della cosa: vivo in un posto così bello da spingere la gente a visitarlo».

Monster Building, il palazzo reso celebre dal cinema

Esattamente dall’altra parte del mondo, a Hong Kong, il Monster Building, un blocco di 5 complessi abitativi, è diventato una meta turistica frequentatissima. Merito delle scene immortalate in pellicole hollywoodiane famose, su tutte Transformers: Age of Extinction. Il gigantesco edificio si trova a Quarry Bay, una zona particolarmente tranquilla che i vacanzieri tendevano a escludere dagli itinerari. Almeno fino a ora. Incapaci di bloccare l’afflusso quotidiano di gente e, contemporaneamente, limitare l’accesso ai turisti nelle ore di punta, i residenti hanno stabilito una serie di regole diffuse attraverso cartelli in inglese e cinese. La segnaletica vieta di oltrepassare i limiti, trattandosi di una proprietà privata. Ma spesso gli appelli restano parole al vento e il web ne è la prova lampante. 

Burano, tra tinte pastello e delicati merletti

Tra i luoghi più belli d’Italia, l’isola di Burano ha decisamente un posto d’onore. Poco lontana da Venezia e facilmente raggiungibile attraverso traghetti e mezzi di trasporto pubblici, vanta un patrimonio artistico culturale di tutto rispetto. Chi la visita rimane affascinato dalle case multicolore, ancora oggi abitate da pescatori e artigiani. Ma l’essere diventata un pit stop turistico particolarmente battuto se ha sicuramente aiutato l’economia, per contro, ha creato non pochi problemi alla gente del luogo. Molti così hanno deciso di andare via, incapaci di rinunciare alla tranquillità quotidiana. Chi rimane, invece, prova a reclamare limitazioni utili a bilanciare esigenze opposte. 

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Il Villaggio Operaio di via Lincoln, il quartiere arcobaleno

C’è chi lo ha definito la Burano milanese e chi, invece, è abituato a chiamarlo quartiere arcobaleno per le villette gialle, lilla e mattone che punteggiano la strada. Si tratta del Villaggio Operaio di via Lincoln, a Milano, tra piazza Cinque Giornate e piazza del Tricolore. Una vera e propria oasi di silenzio, lontana dal trambusto della metropoli. Nato nell’Ottocento, era parte di un progetto di una cooperativa edilizia che intendeva mettere a disposizione degli operai che lavoravano nella zona degli alloggi confortevoli a importi accessibili. Oggi si è trasformato in un quartiere esclusivo e in un’attrazione turistica che, proprio perché nascosta dalle arterie principali della città, esercita un certo fascino. Non è ancora arrivato ai livelli di affollamento record di Notting Hill, ma il futuro pare andare in quella indicazione. Almeno a giudicare dai post sui social. 

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Mrs Clinton Walker House, quando una casa diventa un pezzo di storia

La Mrs Clinton Walker House a Carmel-by-the-Sea, in California, è un vero e proprio tesoro architettonico. Commissionata da Della Walker a una firma dell’architettura del calibro dell’americano Frank Lloyd Wright, venne completata nel 1951 e, dopo la morte della proprietaria, è passata nelle mani degli eredi. Nessuno ci vive più a tempo pieno ma diversi membri della famiglia e i loro ospiti fanno a turno per passarci del tempo o trascorrerci soggiorni più o meno lunghi. I fan di Wright arrivano da tutto il mondo per ammirarne la magnificenza e, proprio questo, ha spinto Chuck Henderson, nipote di Walker, a installare una serie di dispositivi di sicurezza. «Purtroppo siamo stati vittima di diversi atti di vandalismo, circa sei o sette anni fa», ha spiegato, «In più, ci siamo ritrovati spesso persone che ballavano nel nostro posto auto o passeggiavano indisturbati nel cortile». Per continuare a frequentarla in pace senza privare i turisti della possibilità di visitarla, i gestori hanno deciso di aprirla al pubblico una volta all’anno per un tour completo.

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Maioliche e colori, la magia di Alfama

Cuore storico della città di Lisbona, nel quartiere dell’Alfama il tempo sembra essersi fermato. Sviluppandosi in verticale, la parte alta e quella bassa sono piene di casette arroccate. Non c’è traccia di modernità: niente auto, bar alla moda o supermercati. Soltanto tanto spazio per l’arte, che trova la sua massima espressione nelle pareti esterne delle abitazioni, decorate con tinte vivissime e raffinate maioliche. Tra case popolari, edifici signorili, piccole botteghe di quartiere, spuntano le casas de fado, i locali dove risuonano le note malinconiche della musica tradizionale lusitana.

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