Una Manica di guai

Redazione
29/06/2021

L'aumento di pescherecci a strascico nel Canale sta minacciando fauna e fondali. E penalizza i piccoli pescatori. Nel mirino il governo che ha concesso troppe licenze.

Una Manica di guai

I pesci e i fondali del Canale della Manica sono minacciati dalla pesca intensiva a strascico. Come riporta il Guardian, il governo britannico è stato accusato dalle organizzazioni di piccoli pescatori di aver consentito un accesso illimitato di pescherecci che utilizzano questa tecnica. Un liberi tutti che non solo sta danneggiando l’ecosistema ma pure i piccoli pescatori.

I piccoli pescatori minacciati dai grandi pescherecci stranieri

«L’aumento delle segnalazioni dei pescatori costieri della Manica che denunciano gli impatti della sciabica sulla pesca conferma l’effetto devastante che questa tecnica sta avendo sull’ambiente e sull’economia», ha sottolineato Jeremy Percy, direttore di Low Impact Fishers of Europe (Life), in una lettera indirizzata al dipartimento per l’Ambiente, l’alimentazione e gli affari rurali inglese (Defra). Secondo i dati in suo possesso, attualmente nella Manica navigano 75 pescherecci che fanno uso di tale tecnica, mentre qualche anno fa erano solo una manciata. Solo un quinto di questi è registrato in Inghilterra: la maggior parte batte bandiera francese, olandese o belga. «I nostri pescatori sostengono che è inutile andare in mare dopo il passaggio di queste barche, perché non c’è più niente da pescare», è il ragionamento. Secondo le stime di Michel Kaiser, professore di conservazione della pesca presso l’Università Heriot-Watt di Edimburgo, una sciabica in un’ora può pescare tanto quanto 11 barche più piccole. Va da sé che la presenza massiccia di queste imbarcazioni danneggia i piccoli pescatori. Per molti di loro è un déjà-vu: un problema simile era già emerso anni fa con la pesca a impulsi elettrici usata da molte navi straniere, bandita quest’anno dalle acque del Regno Unito dopo una lunga battaglia.

I Verdi chiedono al governo una valutazione degli effetti della pesca a strascico

Caroline Lucas, deputata dei Verdi, ha accusato il dipartimento per l’Ambiente di aver rilasciato licenze senza un’adeguata valutazione degli effetti di questo tipo di pesca sulla fauna e i fondali marini. «Il governo si è impegnato a proteggere il 30 per cento della terra e del mare entro il 2030», ha dichiarato al Guardian. «Ora è necessario agire o non ci sarà più una vita marina da proteggere».

 

Dal canto sui il Defra ha dichiarato di aver preso in considerazione la questione e di aver iniziato le valutazioni sui potenziali effetti della pesca a strascico nelle acque britanniche.