Franchi tiratori

Giovanni Sofia
25/01/2022

Vlahovic è vicinissimo alla Juventus, ma non sarebbe il primo trasferimento sull'asse Firenze-Torino. Dalla guerriglia per Roberto Baggio ai recenti Bernardeschi e Chiesa, la lunga lista dei calciatori passati agli acerrimi rivali.

Franchi tiratori

Difficilmente si vedranno le molotov lanciate in piazza ai tempi di Roberto Baggio. Tantomeno la guerriglia cittadina scoppiata a Firenze nell’immediatezza del trasferimento del Divin Codino alla Juventus, ma il cambio di casacca fa comunque rumore. Basti pensare agli striscioni apparsi questa mattina davanti all’Artemio Franchi. Con il contratto in scadenza, le opzioni di rinnovo ridotte al lumicino, la conferma di Dusan Vlahovic in viola appariva da tempo ipotesi remota. Eppure il trasferimento dall’oggi al domani, specie agli odiati rivali bianconeri ha fatto arrabbiare, e non poco, i tifosi.

Che nella mente hanno ancora la lunga lista di precedenti, arricchita negli ultimi anni dai nomi dei campioni d’Europa Federico Bernardeschi e Chiesa. Il copione insomma si ripete e non è mai una bella sensazione. Di fronte a ragioni di campanile e cuore, a poco servirà opporre la bontà dell’offerta. I 67 milioni più bonus per il cartellino del serbo capocannoniere della Serie A sono tesoro importante, pari al fatturato di un’intera stagione, ma ridimensionano fortemente ambizioni e sogni. Compromesso inaccettabile per la gente.

Vlahovic a breve potrebbe passare dalla Fiorentina alla Juventus, da Baggio a Chiesa: ecco chi ha già fatto lo stesso percorso
Roberto Baggio all’Artemio Franchi (Getty)

Baggio alla Juventus, quando a Firenze scoppiò la rivolta

Un po’ come accadde nel 1990. Allora la Fiorentina era sul punto di essere ceduta, per farlo i Pontello, al vertice del club, avevano esigenza di aumentare il capitale sociale. Sul piatto misero così Baggio, Agnelli e la Juventus vi si fiondarono immediatamente. Seguirono giornate di scontri e incidenti, ma la sostanza non cambiò e il trasferimento si fece. Un anno dopo, il sabato di Pasqua, vestita dell’abito migliore Firenze celebrò il ritorno dell’ex numero dieci con fischi assordanti e una coreografia da togliere il fiato. Centinaia di cartoncini bianchi e viola riprodussero lo skyline della città. Poi ci furono la partita, il rigore conquistato da Baggio e il rifiuto del calciatore di tirarlo. Sul dischetto si presentò De Agostini. Sbagliò. Sostituito, invece, il Divin codino raccolse una sciarpa piovuta dalle tribune. Scoppiarono le polemiche come la pace con il vecchio pubblico. Eppure Baggio non era stato il primo a imboccare quel tratto d’autostrada. A inaugurare la serie ci aveva già pensato Sergio Cervato, onesto terzino degli Anni 50, vincitore in riva all’Arno di uno scudetto e finalista di Champions, ceduto alla Juventus dopo ben 467 partite con la Fiorentina.

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Federico Chiesa con la maglia della Fiorentina (Getty)

Le ragioni della rivalità tra Fiorentina e Juventus

Ma all’epoca la rivalità non era ancora divampata e la notizia ebbe decisamente meno clamore mediatico. La rottura tra le tifoserie si sarebbe consumata, infatti ,al culmine della stagione 1981/82 con le formazioni appaiate in testa alla classifica. All’ultima giornata, i bianconeri vinsero di misura a Catanzaro, i Viola impattarono a Cagliari, complice un gol regolare annullato a Ciccio Graziani. Lo scudetto prese la via di Torino. Come avrebbero fatto anni dopo Emiliano Moretti e Giorgio Chiellini, oggi bandiera Juventina, ma nel 2004 in prestito alla Fiorentina, con cui esordì in Serie A. Sotto la Mole, non trovarono la consacrazione sperata Valeri Bojinov e Felipe Melo. Il bulgaro, esploso a Lecce, deluse con entrambe le casacche, l’altro, reduce da una grande annata, si perse lungo il tragitto per Torino, non confermandosi più a quei livelli. Il resto è storia recente e comprende il portiere Neto titolare in Viola e secondo di Buffon alla Juventus. Ma soprattutto i due Federico, Bernardeschi e Chiesa, gioielli lanciati Firenze e poi approdati agli acerrimi rivali. Come adesso pare essere sul punto di fare Vlahovic.