Cosa hanno detto Brusaferro e Pregliasco sulla terza dose di vaccino

Redazione
25/10/2021

Per il presidente dell'ISS è «uno scenario verosimile» per tutti. E non la esclude nemmeno il direttore del Galeazzi, soprattutto se con l'inverno dovessero aumentare i contagi.

Cosa hanno detto Brusaferro e Pregliasco sulla terza dose di vaccino

L’86 per cento della popolazione over 12 in Italia ha fatto almeno una dose di vaccino, mentre l’82 per cento ha completato il ciclo. Nel frattempo, continua la somministrazione della dose booster, ricevuta da oltre 800 mila cittadini. La terza dose, già consigliata ad anziani, fragili, lavoratori e operatori sanitari, potrebbe diventare presto una realtà per tutti. «È uno scenario verosimile», ha risposto a specifica domanda Silvio Brusaferro, nel corso di un convegno a Venezia.

Terza dose, le parole di Brusaferro

«È comunque sempre importante acquisire dati, monitorare, valutare la persistenza della risposta immunitaria in tutta la popolazione», ha dichiarato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, nel giorno in cui l’indice di contagio Rt ha superato 1: «Quando avremo evidenze scientifiche queste verranno declinate in chiave operativa». Due gli strumenti citati da Brusaferro per tenere sotto controllo l’evoluzione della pandemia, ovvero vaccini e continuo monitoraggio. Fondamentale anche proseguire con l’obbligo delle mascherine nei luoghi al chiuso.

Terza dose, le dichiarazioni di Pregliasco

Nemmeno Fabrizio Pregliasco, direttore del Galeazzi di Milano e di Anpas, se la sente di escludere la terza dose per tutti. «Vediamo come andrà questo inverno. Se anche da noi, com’è probabile, accade quello che sta succedendo in Inghilterra…», ha detto a Un Giorno da Pecora su Rai Radio 1, riferendosi all’aumento di contagi nel Regno Unito: «La nuova variante Delta plus è il 10% più contagiosa della Delta, anche se per fortuna meno pericolosa. Con tutte le riaperture e il ritorno in presenza del lavoro potrebbero aumentare i positivi». Per questo, ha raccomandato Pregliasco, massimo attenzione durante pranzi e cenoni natalizi: «Non bisogna eccedere. Al massimo a tavola in otto». Così sull’esigenza della seconda dose a chi ha fatto il vaccino anti-Covid Johnson & Johnson: «Quel milione e mezzo di persone deve considerarsi protetto, con una protezione magari un po’ inferiore, almeno questo sembra dai dati ad oggi, però insomma non c’è da allarmarsi». Per loro, ha detto, potrà esserci l’esigenza del richiamo, ma con tempistiche ancora da stabilire.