Lega Serie A, Bonomi ottiene un solo voto: lontanissimo il quorum

Redazione
15/02/2022

Quattordici ne sarebbero serviti al numero 1 di Confindustria per sostituire il dimissionario Dal Pino. Appuntamento rinviato al prossimo 1 marzo, quando la soglia scenderà a undici preferenze.

Lega Serie A, Bonomi ottiene un solo voto: lontanissimo il quorum

Doveva essere il candidato delle piccole. Quello autorevole e indipendente, in grado di trattare con il governo sui grandi temi del pallone italiano. Dalla capienza degli impianti a nuove regole sulla distribuzione dei diritti televisivi. Invece Carlo Bonomi, numero uno di Confindustria, ha racimolato un solo voto all’assemblea per l’elezione del successore di Paolo Dal Pino, alla presidenza della Lega di Serie A. Quattordici gliene sarebbero serviti per compiere la missione. Dietro il flop, vissuto dalle Maldive dove attualmente si trova in vacanza assieme alla moglie, ci sarebbero, i dietrofront delle squadre a guida americana: Genoa, Venezia e Spezia su tutte, che chiedevano più tempo per studiare il personaggio e verificare se in effetti fosse in linea con le loro esigenze. Ne è conseguita una lunga sfilza di schede bianche. In piccolo una sorta di ripetizione di quanto già vissuto un paio di settimane fa con l’elezione del presidente della Repubblica. L’appuntamento è adesso rinviato al prossimo 1 marzo, quando basterà la metà più uno dei voti per essere eletti, quindi 11.

Servivano 14 voti, Bonomi ne ha invece ottenuto uno solo: al momento quindi non sarà lui il presidente della Lega di Serie A
Claudio Lotito (Getty)

Lega Serie A, primo round al fronte guidato da Claudio Lotito

In attesa di capire se Bonomi ci riproverà, gongola il fronte guidato dal laziale Claudio Lotito e di cui fanno parte anche Aurelio De Laurentis, presidente del Napoli e gli omologhi di Fiorentina ed Hellas Verona. Questi, infatti, sin dall’inizio avevano in testa un altro candidato alla poltrona. Si tratta di Lorenzo Casini, 46 enne e capo di gabinetto del Ministero dei Beni e delle attività culturali guidato da Dario Franceschini. Un altro nome di cui si era parlato su questo fronte era quello di Gaetano Blandini, consigliere indipendente eletto in Lega un paio di settimane fa, grazie proprio al sostegno di Lotito. Più distanti Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini, i cui identikit si erano fatti largo, alla luce dell’idea di consegnare il ruolo a una figura politica.