Borg McEnroe, stasera martedì 31 agosto 2021 su Rai Movie: la storia della rivalità tra i due campioni

Redazione
31/08/2021

La pellicola in onda stasera su Rai Movie alle 21.10 racconta la celebre rivalità tra i due campioni di tennis e la leggendaria finale di Wimbledon nel 1980. Chi erano Björn Borg e John McEnroe, la storia del loro lungo duello.

Borg McEnroe, stasera martedì 31 agosto 2021 su Rai Movie: la storia della rivalità tra i due campioni

Shia LaBeouf e Sverrir Gudnason sono i protagonisti di Borg McEnroe, il biopic diretto dal regista danese Janus Metz e ispirato alla storia della celebre rivalità tra i due tennisti Björn Borg e John McEnroe. Al centro del film, in onda stasera, martedì 31 agosto 2021, alle 21.10 su Rai Movie, l’epica sfida al torneo di Wimbledon. È l’estate del 1980 e il più rinomato evento dedicato al tennis è ormai alle porte. Lo svedese Borg e l’americano McEnroe sono i due giocatori più quotati per la vittoria. Sportivi d’alto calibro, giovani uomini ambiziosi e determinati, non potrebbero essere più diversi. Il primo, già quattro volte vincitore a Wimbledon, è soprannominato da tutti Uomo di ghiaccio: apparentemente imperturbabile, è una macchina da guerra con un letale rovescio a due mani. Il secondo, invece, di tre anni più giovane, è detto Superbrat perché sul campo agisce impulsivamente, impreca, si arrabbia, litiga furiosamente con gli arbitri. Lo spirito di competizione che si respira nei loro duelli alimenta il circo mediatico, trasformando i match in veri e propri spettacoli. Il pubblico sostiene il compassato Borg ma non disdegna la collera di McEnroe. In vista dell’incontro, i due campioni si studiano a vicenda, riconoscendo nell’altro un punto in comune: la voglia di vincere.

Borg McEnroe: Chi è Björn Borg

Nato in Svezia nel 1956, Björn Borg figura tra i più grandi tennisti di tutti i tempi. E a ragione, guardando al suo curriculum . Tra il 1974 e il 1981 si è aggiudicato 11 titoli del Grande Slam, di cui 6 al Roland Garros e 5 consecutivi a Wimbledon. Oltre al titolo di numero uno al mondo nella classifica ATP, che difese con le unghie e con i denti per ben 5 anni. Nella sua carriera, riuscì a portare a casa numerosi record che tuttora rimangono imbattuti, vincendo il 41 per dei tornei disputati e il 90 per cento dei singoli match, arrivando ad aggiudicarsi l’Open di Francia e Wimbledon nella stessa stagione per tre anni consecutivi e conquistando tre tornei del Grande Slam senza mai perdere un set. La sua ascesa, arrivata quando era ancora un adolescente, contribuì, a cavallo tra gli Anni 70 e 80 a incrementare la popolarità del tennis, trasformatosi ben presto in una delle discipline più amate e praticate. Il suo caratteristico rovescio a due mani, da molti percepito come un difetto, divenne leggendario e, man mano che il circuito professionistico macinava guadagni sempre più alti, Borg si apprestava a ottenere l’ennesimo primato: quello di primo tennista al mondo a guadagnare più di un milione di dollari di montepremi in una sola stagione. Il logorio psicofisico di una carriera non così lunga ma intensissima lo portò a ritirarsi dalle scene a soli 26 anni, causando sconcerto e disapprovazione in chi, grazie a lui, si era innamorato della racchetta. Nel 1991, dopo anni di inattività, rientrò nel circuito tennistico mondiale in occasione del torneo di Montecarlo. Scese in campo contro Jordi Arrese, armato della sua vecchia Donnay in legno. Se, dalle prime mosse, sembrava che nulla fosse cambiato, l’evolversi della partita si rivelò parecchio deludente. L’abbandono definitivo lo portò a dedicarsi ad attività imprenditoriali che gli fecero rischiare la bancarotta. Finì spesso su tabloid e riviste di gossip per una vita privata travagliata. Dopo la fine del matrimonio con la tennista rumena Mariana Simioniescu, si innamorò della cantante italiana Loredana Berté. Fu proprio lei a salvarlo da un tentativo di suicidio nel 1989. Nel 1991 i due si sposarono a Milano con rito civile ma l’amore, ben presto, si trasformò in una vera e propria guerra, terminata con un divorzio combattutissimo. Nel 2002 arrivò anche il terzo matrimonio, quello con l’attuale moglie Patricia Östfeldt. 

Borg McEnroe: Chi è John McEnroe

Classe 1959, l’americano John McEnroe fu, probabilmente, la più grande nemesi di Borg. Numero uno del mondo per quattro anni consecutivi dal 1981 al 1984, vinse 7 titoli del Grande Slam in singolare, 9 in doppio e 1 in doppio misto. Alla fine della carriera, il suo palmarès contava 77 vittorie nei tornei di singolare e 77 in quelli di doppio. Un curriculum che gli ha regalato il record del tennis maschile nell’Era Open per numero di titoli totali vinti: 160, incluso il titolo di doppio misto conquistato al Roland Garros nel 1977 e le 5 Coppe Davis, ottenute nel 1978, nel 1979, nel 1981, nel 1982 e nel 1992 come membro fisso della squadra statunitense, di cui è stato anche capitano, dopo il suo ritiro dalle gare. Mancino, famoso per il suo stile di gioco a rete, è passato alla storia per gli incontri combattuti e ricchi di pathos con colleghi del calibro di Björn Borg, Jimmy Connors e Ivan Lendl. Fu proprio in queste occasioni che diede libero sfogo, oltre a un talento fuori dal comune e a una personalità particolare, anche a un carattere irascibile e, spesso, fuori controllo. Definito da molti il miglior giocatore di doppio nella storia del tennis, giocò nella prima parte della carriera in coppia con Peter Fleming, e nella seconda assieme al fratello Patrick. Dopo la stagione 1992, l’ultima in cui partecipo da professionista a tutti gli appuntamenti della stagione, si ritirò con un 20esimo posto nel ranking mondiale. Due anni dopo, decise di presentarsi a sorpresa al Torneo di Rotterdam, dove fu sconfitto dallo svedese Magnus Gustafsson. Appesa la racchetta al chiodo, passarono parecchi anni prima del suo ritorno, nel 2006, in occasione del torneo di doppio Sap Open, in coppia con Jonas Björkman. Quella vittoria dimostrò che la classe non aveva età e lo fece diventare l’unico uomo a vincere un torneo professionistico in 4 decenni differenti e il giocatore più anziano a trionfare negli ultimi 30 anni. Ebbe un privato più tranquillo di Borg: si sposò per due volte, la prima con l’attrice Tatum O’Neal e la seconda con l’ex cantante degli Scandal Patty Smyth. 

Borg McEnroe: la storia della rivalità

Protagonisti di una rivalità entrata nell’immaginario dei tifosi per via di due temperamenti opposti e per questo definita dalla stampa Fire and Ice, Borg e McEnroe si sono affrontati per ben 14 volte nell’arco di soli 4 anni (tra 1978 e 1981) con 7 vittorie per parte. Il primo incontro tra i due fu quello del novembre 1978, nella semifinale del torneo di Stoccolma. All’epoca Borg era già una stella del tennis mentre McEnroe aveva debuttato da appena un anno, facendosi notare quando, ancora dilettante, era arrivato in semifinale a Wimbledon. Con grande sorpresa di tutti, lo statunitense sconfisse in casa l’idolo del pubblico in soli due set. La competizione spietata iniziò, però, a tutti gli effetti l’anno seguente. Nel 1979 i due si affrontarono in semifinale a Richmond e l’incontro, parecchio sofferto, vide vincitore lo svedese per due set a uno. Si incontrarono nuovamente a New Orleans, dove l’americano riuscì a prendersi la rivincita. Il primo incontro in una finale fu quello di Rotterdam, ad aprile 1979, con la vittoria netta di Borg in due set. Seguirono Dallas (con McEnroe vincitore in 3 set) e Montréal che rivide il primo battere il secondo in due set. In dodici mesi si affrontarono ben cinque volte con un bilancio di 13 tornei vinti da Borg e 10 da McEnroe. Il 1980 è ricordato come l’anno della memorabile finale di Wimbledon. È in quell’occasione che diedero vita a una delle partite più belle mai giocate. Arrivò a durare quasi quattro ore, 240 minuti di un entusiasmante contrasto di stili. Negli occhi dei tifosi rimarrà sempre cristallizzata l’immagine del tiebreak del quarto set, che vide McEnroe imporsi sullo sfidante per 18-16 e ritrovarsi sconfitto subito dopo, nel quinto set, per 8-6. Un epilogo che lo costrinse a guardare il rivale sollevare il suo quinto trofeo Wimbledon consecutivo. Dopo quell’incontro epico, ne seguirono altri e la classifica mondiale li vide rimpallarsi a lungo il gradino più alto del podio. Dall’US Open 1980 a Stoccolma, dai Masters 1981 alla finale di Milano Indoor fino a ritrovarsi, nuovamente, al torneo conclusivo dell’US Open 1981. Quella sconfitta costò cara a Borg, spingendolo a ritirarsi dal professionismo e lasciando campo libero a McEnroe. Sarebbe stato l’ultimo incontro tra i due.