Orbital Jeff

Redazione
26/10/2021

L'ultima idea di Bezos è la creazione di una stazione spaziale. Capace di ospitare fino a dieci persone, avrà lo stesso volume dell'Iss, prossima alla pensione. Dai costi allo sviluppo tecnologico, al netto della suggestione rimangono tanti i punti interrogativi.

Orbital Jeff

Al momento è poco più di una suggestione. Ma Jeff Bezos, lo abbiamo capito, non è tipo da lasciarsi impressionare dalle sfide, specie se in orbita. La Blue Origin, starebbe progettando una nuova, enorme stazione spaziale, chiamata Orbital Reef. L’obiettivo è costruire uno spazio in cui dar luogo a esperimenti, ospitare turisti condurre attività produttive. Alla realizzazione parteciperà anche la start up Sierra space. Pure la Nasa dovrebbe avere un ruolo, sebbene non sia stato ancora specificato. Al netto del fascino, la riuscita del piano comunque rimane legata a diversi nodi da sciogliere. Costo in testa, stimato in decine di miliardi di dollari e cofinanziato da entrambi gli ideatori del progetto. Che, tuttavia, nella conferenza dello scorso lunedì, hanno preferito glissare sull’argomento soldi.

Era stata proprio la Nasa, tempo fa a mettere la pulce nel naso a Bezos, con l’invito rivolto alle compagnie private per la creazione di stazioni spaziali internazionali. Si cerca, infatti, una sostituta dell’attuale, in orbita da vent’anni, capace, dalla Russia agli Usa, di ospitare astronauti da oltre cento Paesei, ma vicina al capolinea. Un’idea che ha stuzzicato le fantasie anche delle texane Nanoracks e Axiom.

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La stazione spaziale di Bezos conclusa entro la fine degli anni 2020

Blue Origin, dal canto suo, ritiene plausibile terminare i lavori entro la fine della decade 2020, traguardo considerato dagli esperti particolarmente difficile da tagliare per tempo. Il perché è presto detto, basti pensare che il colosso attualmente ha effettuato pochi voli e suborbitali, per intenderci, gli stessi fatti dalla Nasa nel 1960. C’è poi la questione New Gleen, il razzo designato a trasferire in orbita le parti principali della stazione spaziale. Questo non è ancora operativo e il suo volo inaugurale è stato dirottato alla fine del 2022.

In fase di sviluppo sono pure i veicoli spaziali incaricati di traghettare le persone nello spazio. Per quanto riguarda le caratteristiche, la barriera orbitale, almeno nelle intenzioni, dovrebbe ospitare fino a dieci persone e avrà lo stesso volume interno della Iss. Dell’avveniristico progetto fanno parte, a vario titolo diverse società. Tra queste la Genesis, che sta mettendo a punto un mezzo che consenta agli astronauti effettuare passeggiate spaziali senza tute, ma inglobati in capsule sigillate sottovuoto e dotate di braccia robotiche. L’obiettivo, oltre allo svago, è permettere loro di fare lavori all’esterno della stazione.

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La stazione spaziale di Bezos, un’occasione per la ricerca

A Redwir tocca invece la creazione, tramite stampe 3D, di oggetti direttamente nello spazio. Si ridurrebbero, così, notevolmente i costi del trasporto dalla Terra. Qualora il disegno vedesse la luce, sarebbero molti i settori a beneficiare delle scoperte e delle attività della stazione. Fare ricerca in ambienti caratterizzati da microgravità, per dirne una, offre infatti scenari difficilmente ricostruibili altrimenti e amplia la gamma di opzioni per la spiegazione di un dato fenomeno.