Francia, in arrivo un aumento del prezzo della baguette

Redazione
25/10/2021

È salito di soli 23 centesimi negli ultimi 20 anni. Ma lo sfilatino simbolo della panificazione d’Oltralpe costa sempre di più ai fornai, che non avrebbero scelta. 

Francia, in arrivo un aumento del prezzo della baguette

Di fronte ad un innalzamento generalizzato delle spese, il prezzo della baguette, celebre sfilatino di pane simbolo della Francia imitatissimo in tutto il mondo, potrebbe aumentare in numerose panetterie del Paese. Questione di settimane, forse addirittura di giorni: una notizia che in Italia non sarebbe tale, ma come ha spiegato la Confédération nationale de la boulangerie-pâtisserie française, il costo di questo alimento base è cresciuto di «soli 23 centesimi in 20 anni».

Baguette, quella standard costa 90 centesimi

I boulangers d’Oltralpe non avrebbero scelta. «Costo del grano, farina, energia, oltre agli stipendi dei dipendenti, a cui aggiungere le spese legate all’imballaggio: è allarme rosso», ha avvertito ai microfono di radio France Info il presidente della CNBPF, Dominique Anract, che non ha escluso un aumento del prezzo della baguette già nei prossimi giorni. Nello specifico, a causa del mediocre raccolto in Russia (dovuto a siccità e inondazioni) che ha fatto crollare l’offerta, il costo del grano è cresciuto del 30 per cento da inizio anno. Discorso analogo per l’energia, come ben sappiamo anche in Italia. Attualmente, nelle panetterie di Francia la baguette standard costa circa 90 centesimi, ma di fronte a un innalzamento generalizzato delle spese, il prezzo è destinato ad aumentare. Con ripercussioni per le tasche dei transalpini, specie in famiglie numerose e sul lungo periodo.

Baguette, un mese fa il caso di Makram Akrout

La baguette, simbolo della panificazione francese, torna così al centro delle cronache dopo il caso di Makram Akrout, fornaio tunisino che, vincendo vincitore del concorso che premia la migliore baguette di Parigi, era diventato automaticamente il fornitore ufficiale dell’Eliseo per un anno. Titolare di una panetteria al civico 54 di Boulevard de Reuilly, dopo la prestigiosa vittoria Akrout è finito nell’occhio del ciclone per alcuni messaggi anti-francesi e islamisti apparsi tempo addietro sul suo profilo Facebook, come questo: «Abbiamo pianto per Charlie Hebdo e per Notre-Dame, ma da parte della Francia, questi cani non piangono quando ci si prende gioco del creatore Allah». Account hackerato, si è difeso il fornaio, che però è stato immediatamente licenziato da Macron. Arrivato in Francia a 23 anni, Akrout aveva vissuto per sei come clandestino, prima di trovare lavoro come panettiere e ottenere la cittadinanza transalpina.