Aviaria, record di contagi: in alcuni Paesi mancano uova e pollame

Redazione
30/11/2022

Oltre 50mila tra polli e tacchini sono stati abbattuti negli Usa e altrettanti in Europa. In Italia si registrano 27 focolai ma la stagione è appena iniziata.

Aviaria, record di contagi: in alcuni Paesi mancano uova e pollame

Non solo gli uomini sono alle prese con l’influenza. Se in Italia si registra un virus stagionale arrivato in anticipo e con maggiore forza rispetto alle aspettative, c’è un’altra specie che è alle prese con un avversario duro, in ogni parte del mondo. Si tratta dei volatili, vittime di un’influenza aviaria da record. Dai migratori a quelli di allevamento, gli uccelli vengono abbattuti dall’H5N1, diffuso in tutto il pianeta. E a essere infettati di recente pare siano stati anche animali di tipo diverso, dai pinguini agli orsi in Alaska. Intanto tra gli Usa e l’Europa si porta avanti un processo di abbattimento che sta coinvolgendo decine di milioni tra polli e tacchini.

Aviaria, record di contagi: in alcuni Paesi mancano uova e pollame. In Italia 27 focolai, ma la stagione è appena iniziata
Un laboratorio in cui si studia l’aviaria (Getty)

Usa, Uk e Francia: scarseggiano uova e pollame

Oltre 50 milioni tra polli e tacchini di allevamento sono stati abbattuti negli Stati Uniti e altrettanti nei Paesi europei. Sono stati registrati in Italia almeno 27 focolai, nonostante una stagione iniziata da poco. E così Usa, Regno Unito e Francia fanno i conti con l’assenza sulle tavole da pranzo di pollame e uova. Il prezzo per l’importazione è salito alle stalle e anche il tacchino per il giorno del Ringraziamento ha visto un aumento del 30 per cento. Stabile la situazione in Italia, dove l’anno scorso sono stati uccisi 15 milioni di capi in 307 focolai totale. Si punta a restare quantomeno sotto questi valori, ma ciò che accade nei Paesi vicini non induce all’ottimismo.

Aviaria, record di contagi: in alcuni Paesi mancano uova e pollame. In Italia 27 focolai, ma la stagione è appena iniziata
Uno stormo di uccelli (Getty)

Terregino: «Tenere alta l’attenzione»

Su Repubblica, è Calogero Terregino, direttore del laboratorio di riferimento europeo per l’influenza aviaria all’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, a spiegare la situazione. «Non ci sono rischi diretti per l’uomo, ma è certo che dobbiamo stare molto attenti», ha dichiarato. «I virus dell’influenza corrono (e mutano) rapidamente. Diverse pandemie, fra cui la spagnola, sono nate proprio dall’aviaria». L’esperto parla anche del contagio tra altre specie: « Volpi, orsi, poi animali marini come le foche e i delfini. Anche in questo caso il contagio avviene solo per contatto diretto con un uccello infetto. Non abbiamo osservato casi di trasmissione da un mammifero all’altro. Teniamo sotto controllo la situazione. Non è un caso che il nuovo piano anti-pandemico ponga tanta enfasi sul monitoraggio delle epidemie nel mondo animale».