Stefano Grazioli

Stefano Grazioli è nato a Sondrio nel 1969. Dopo la maturità classica al Liceo Piazzi ha studiato a Berlino e Milano, laureandosi in Scienze Politiche all'Università Cattolica. Dal 1993 ha lavorato in Germania per media italiani e tedeschi, prima di trasferirsi in Austria, dove nel 1999 ha conseguito il Master in European Journalism alla Donau Universität. Da oltre vent'anni si occupa di spazio postsovietico come autore freelance per testate italiane e straniere. Ha lavorato a Colonia, Vienna e Kiev. È autore di diversi saggi. Ora vive tra Bonn, Mosca e Sondrio.
Germania, la difficile via per l'indipendenza dal gas russo
Gas di scarico
L'inaugurazione del primo terminal per gnl a Wilhelmshafen, sul Mare del Nord, è una delle tappe forzate del processo di indipendenza dalla Russia. Una "rivoluzione" energetica che, secondo gli studi, dal 2024 in poi renderà Berlino autosufficiente. Grazie agli accordi con Qatar e Azerbaijian. Resta da capire come si affronterà il 2023. Il punto.
Mikhailo Podolyak, chi è il generale della comunicazione ucraina
A lingua armata
Arrivato alla Bankova nel 2020, è diventato braccio destro di Zelensky. Ed è il regista della propaganda di Kyiv. Dall'inizio della carriera giornalistica in Bielorussia al ritorno in Ucraina, fino ai contatti con gli oligarchi, chi è Mikhailo Podolyak.
Guerra in Ucraina, perché se finisse oggi a vincerla sarebbe Putin
Pace in barile
L'Ucraina è indebolita. Lo stallo sul campo, la propaganda delle due parti, gli screzi tra Kyiv e Washington e la mancanza di una vera exit strategy allontanano la possibilità di un negoziato. Nonostante per Putin un accordo sia ormai inevitabile. Per questo, se la guerra finisse oggi a vincerla sarebbe lui.
Germania, il dialogo tra Cdu e Afd non è più un tabù
Gancio destro
Durante l'era Merkel, la Cdu aveva alzato un muro contro ogni possibile contaminazione da parte dell'Afd. Ora con i cristiano-democratici all'opposizione quella barriera comincia a scricchiolare. Soprattutto a livello regionale, tra Turingia e Sassonia, dove si registrano prove di avvicinamento.
Guerra in Ucraina, il punto sul nono mese di guerra e le prospettive per una tregua
Inverno notte
Arrivata al nono mese, la guerra in Ucraina è in stallo. Il gelo è alle porte, i bombardamenti russi alle infrastrutture energetiche del Paese e la linea dura di Zelensky non aprono alcuno spiraglio per una trattativa. Anche se gli Usa stanno facendo pressione per una tregua e i canali con Mosca restano aperti. Il punto.
La Moldavia tra il ricatto energetico di Mosca e le spinte filorusse
Shor track
Mentre l'Ue tende una mano alla Moldavia, la Russia minaccia di tagliare le forniture energetiche al Paese. Aumentando la pressione sul governo di Chisinau, contro cui a tenaglia si muove l'opposizione filo-Cremlino dell'oligarca ex sindaco di Orhei, considerato la quinta colonna di Mosca nell'ex repubblica sovietica.
Germania, perché l'onda neonazista ora se la prende con gli ucraini
Nazi rifatti
In Germania, a Est, sono aumentati gli attacchi razzisti agli stranieri, con ostelli dati alle fiamme. Dentro non ci sono più mozambicani o siriani, ma profughi da Kyiv: il malcontento monta per la crisi economica causata proprio dalla guerra in Ucraina. E gli estremisti di Alternative für Deutschland crescono nei consensi.
Il missile in Polonia e il gioco pericoloso di Kyiv
Al russo, al russo
Nonostante si sia trattato di un incidente della contraerea ucraina, Zelensky ha continuato a puntare il dito contro Mosca cercando l'escalation dopo l'esplosione in Polonia. Una strategia bloccata da Biden e dalla stessa Varsavia. Non è la prima incomprensione con l'alleato Usa. Una strategia che per Kyiv potrebbe trasformarsi in un boomerang.
Germania, la cautela di Scholz sulla Russia e l'eredità di Merkel
Semaforo rosso
Trent'anni di relazioni non si cancellano con un colpo di spugna. Anche per questo Berlino è sempre stata cauta sulla Russia. Soprattutto ora con lo spettro della recessione. Mentre il governo è diviso tra la Realpolitik di Scholz e l'attivismo di Baerbock, sempre più tedeschi chiedono una soluzione diplomatica al conflitto in Ucraina.
L'Ucraina e i piani dell'Occidente per la ricostruzione
Si fa presto a dire Marshall
L'economia ucraina è al collasso. La Banca mondiale ha stimato danni per 350 miliardi di dollari, cifra destinata a raddoppiare. Intanto l'Occidente pensa alla ricostruzione, tra i dubbi sulla capacità di Kyiv di canalizzare il flusso di denaro in arrivo e le incognite della guerra. L'analisi.
Zelensky, il partito della guerra ucraino e le frizioni con gli Usa
Quelli tra falco e realtà
A Kyiv come a Mosca non vola più una colomba. Dai consiglieri di Zelensky Podolyak e Arestovich ai capi delle intelligence Maliuk e Budanov, fino al generale Zaluzhny, domina il partito della guerra. Che, cavalcando la retorica della riconquista, ha alzato il tiro indispettendo Washington. In quest'ottica va letto il possibile incontro tra Putin e Biden.
Come decifrare la mobilitazione annunciata da Putin
Roulette russa
Segno di debolezza, bluff oppure tappa prevista di una guerra che andrà per le lunghe? Di certo c'è solo che con la mobilitazione parziale e le annunciate annessioni dei territori ucraini occupati, Putin lancia un messaggio a Usa e Ue accusati di voler distruggere la Russia e del solito doppiopesismo.