Mario Margiocco

Perché la debolezza di Putin ora spaventa davvero
Putin di non ritorno
Mentre i cittadini fuggono e l'economia crolla, lo zar continua a incarnare l’incubo russo del nemico alle porte. La minaccia atomica, bluff o meno, fa tremare l'Occidente perché mossa dalla disperazione. Neppure durante la crisi missilistica del 62 il mondo era così vicino al precipizio.
La Russia, la controffensiva ucraina e lo spettro della sconfitta di Tsushima
Sakè amaro
L'imprevista controffensiva ucraina ha risvegliato lo spettro della battaglia di Tsushima. Nel maggio 1905 la flotta russa fu sconfitta da quella giapponese subendo un'umiliazione che aprì nell'impero dello zar una stagione culminata con la Rivoluzione.
Usa, perché le elezioni di Midterm 2022 valgono più del solito
Un Trump chiamato desiderio
Questa volta al voto di metà mandato c'è in gioco più di qualche seggio al Congresso. Si affrontano le anime di due Americhe, quella delle libertà individuali e quella dei valori tradizionali. E sarà un referendum decisivo su The Donald e il suo possibile ritorno dopo l'assalto al Congresso.
Gorbaciov, visione e riforme dell'ultimo leader sovietico
Solo dell'avvenir
Salutato dagli Usa come un miracolo, Gorbaciov capì per primo che il sistema sovietico andava riformato ma, travolto dalla storia, non ebbe il tempo di mettere in atto la sua visione. E la fine dell'Impero, più di ogni altra cosa, fu la sua fine. L'analisi.
Il tifo di Mosca in Italia e quel vecchio progetto Salvini-Dugin
CeloDugismo
I russi vogliono che il 25 settembre vincano le forze sovraniste, per scatenare la guerriglia a Nato e Ue. Del resto Salvini nel 2016 si fece intervistare da Dugin parlando di «Europa da smontare». Non c'è dubbio su chi aiuterà Putin con propaganda e disinformazione.
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La verità non russa
Mosca non è così isolata come si pensa. Le sanzioni stanno indebolendo l'economia. Il rublo è forte solo grazie a un protezionismo valutario senza precedenti. E umiliare Putin non ridarà ossigeno alle democrazie occidentali. Sfatiamo qualche falso mito sulla Federazione.
Le cause della crisi degli Usa e le difficoltà di Joe Biden
Joe Condor
Le midterm si avvicinano e Biden è in affanno. Difficilmente sarà lui, anche per ragioni anagrafiche, ad aiutare gli americani a rialzarsi. Ma non è certo il solo responsabile della crisi sociale ed economica del Paese. Che parte da Clinton, passa per Bush e arriva a Obama. Che ha aperto la strada a Trump. L'analisi..
Mario Draghi è stato silurato per invidia da tre nullità
Rancore 'ngrato
Salvini, Conte e Berlusconi rappresentano bene l'insicurezza che spinge molti italiani, messi di fronte a qualcuno bravo, a cercare disperatamente di dimostrare che così bravo non è. Ora la Meloni sogna il suo momento e dice ai cittadini «sono una di voi», senza rendersi conto che proprio questo è il problema.
Ucraina, la Russia di oggi alla luce del patto Ribbentropp Molotov
Patti chiari, memoria lunga
La guerra scatenata con l’attacco all’Ucraina è il segnale più chiaro e inequivocabile della volontà di Mosca di voler contare ancora in Europa. Il ritorno a una tendenza storica che si era manifestata chiaramente nel 1939 con la mancata intesa tripartita con Parigi e Londra e quella, realizzata e bilaterale, con Berlino.
Putin, le mire sull'Europa e la complessità russa che non capiamo ancora
Una memoria cortina
Dopo più di 100 giorni di guerra in Ucraina e di talk show, ancora non riusciamo a decifrare la Russia. Il suo complesso di inferiorità mascherato da presunta superiorità morale, il nazionalismo crescente, la volontà di attirare la 'piccola' Europa nella sua orbita. Tutto questo però era scritto nella storia.
perché Bergoglio non ama l'Europa e gli Usa, ma considera la chiesa universale
El Papa de oro
Il cuore di Bergoglio, più che per l'Europa e gli Usa, batte per le periferie dove si gioca il destino del mondo. Non deve perciò meravigliare se di fronte alla guerra in Ucraina abbia avuto reazioni incerte. Sia per la storia recente della Chiesa sia per la sua profonda argentinità. L'analisi.
Georgia: sconfitti i candidati di Trump alle primarie repubblicane
Patatrump
La Georgia affossa ancora The Donald. Alle primarie repubblicane per la carica di governatore e di segretario di Stato vincono con largo margine i suoi avversari Kemp e Raffensperger. L'ossessione del tycoon di vendicare i presunti brogli del 2020 sta fallendo.