Lia Celi

Cosa non vi è ancora chiaro dell'importanza della carriera alias?
Si cambia registro
La carriera alias non è un capriccio ma un passo avanti per la scuola. Eppure c'è chi salta sulla sedia. Basterebbe solo pensare a quanto di quel che siamo diventati oggi è frutto della paura giovanile di essere esclusi. E a come saremmo ora, se negli anni dell’adolescenza non ci fossimo sentiti, non dico più gender-free, ma un po’ più free, in genere.
Eurovision, ovvero quel trash glitterato che il mondo ci invidia
Le freak c'è chic
L’Eurovision è un rito carnascialesco in cui l’ex continente dei padroni tenta di sculettare via due millenni di storia cruenta e si rende ridicolo di fronte ai continenti cui ha rotto le scatole fino all’altro ieri. Non solo sul palco, ma anche nel tifo, segnato da rivalità e complicità nazionali. Sullo sfondo, la specialità più tipicamente europea: una guerra locale che rischia di diventare mondiale.
Perché il raduno degli alpini a Rimini non è una contraddizione
Montagna mia, montagna in fiore
I riminesi tra gli 'alpini di mare' hanno lasciato il segno. Basta ricordare Nelson Cenci, citato da Mario Rigoni Stern nel Sergente nella neve e decorato a Nikolaevka. O ascoltare gli aneddoti di Stefano Cicchetti. Vedere bocia e veci sfilare in Romagna non è una contraddizione, anzi. E poi diciamocelo: a chi non piacciono le penne nere?
Cognome materno: antologia di obiezioni farlocche
Il ballo di Simone
La sentenza sul cognome materno ha fatto impazzire l’ago magnetico pilloniano sempre direzionato non verso il Medioevo ma verso Gilead, la repubblica teocratica di The Handmaid’s Tale. E tra benaltristi, cassandre burocratiche e tecnicisti genealogici, ha scatenato le solite reazioni sprezzanti e puerili.
le polemiche sterili sul 25 aprile
Prova di Resistenza
Le polemiche sul 25 aprile hanno un lato positivo: sono invecchiate molto più in fretta del 25 aprile. Anche se la memoria di quel che fu la lotta partigiana è così sfilacciata che i suoi odierni depositari, Anpi in testa, non sanno bene cosa dire a chi una mattina di due mesi fa si è svegliato e ha trovato per davvero l'invasor.
trattori: da quelli Urss anni 60 nelle nostre campagna alla resistenza ucraina
Ara Pacis
Forse i trattori italiani, che in questi giorni vengono arruolati nelle comprensibili ma meno epiche proteste contro il caro-materie prime, un po’ invidiano i momenti di gloria resistenziale riservati ai colleghi ucraini. Possono sempre piangere sulla spalla delle ruspe nostrane, rispettabili macchine che per colpa di Salvini da qualche anno evocano distruzioni xenofobe.
a cosa siamo disposti a rinunciare per fermare Putin
Resistenza elettrica
Le armi che ammazzano gli stessi ucraini ai quali mando medicinali e pannolini le pago io. E continuo a farlo ogni volta che schiaccio un interruttore o accendo un fornello. Cosa succederebbe se dovessimo rinunciare per lunghi periodi all’acqua calda, all’eterna primavera domestica dei 18-20 gradi e alla mobilità?