Giulio Cavalli

l'italia prima per evasione Iva in europa
Evado al massimo
L'Italia resta prima in Europa per mancato gettito Iva con un danno di 30,1 miliardi. Ma nessuno sbatte il 'furbone' in prima pagina. È più comodo stanare i furbetti del reddito di cittadinanza che ci sono costati 174 milioni. Si nota la differenza?
la variante omicron e l'ennesimo fallimento del sovranismo sanitario
La variante sovranista
Omicron fa tremare l'Occidente che si blinda. In due anni di pandemia non abbiamo ancora capito che se ne usciremo sarà tutti insieme. Invece nel mondo sono più i richiami per i ricchi che le prime dosi nei Paesi poveri. Dovevano chiamarla S, come stupidità.
la cina e la presa in giro del mondo sul caso di Peng Shuai
Diritto e rovescio
La scomparsa della tennista Peng Shuai e i tentativi maldestri della propaganda di insabbiare il giallo non intaccheranno la super potenza. Ma la Cina è davvero convinta di poter trattare il resto del mondo come una massa di idioti?
Renzi e il suo travaglio
L'irreversibile declino è come un lubrificante per il suo narcisismo. Quello che conta per l'ex premier è stare sempre al centro del dibattito politico. Alzando polveroni ed eludendo il merito delle questioni. Anche a costo di dare il peggio di sé.
draghi e il nulla di fatto sulle concessioni balneari
Governo balneare
Sulle concessioni anche uno come Draghi ha scelto democristianamente di non fare nulla. Non male il capolavoro di risultare europeista radicale e nel frattempo decidere di non decidere facendo irritare l’Europa.
Dai diritti civili alla condizione delle donne, ha ormai preso piede una narrazione che giustifica le proprie colpe guardando chi sta peggio
La banalità del male minore
Il colonialismo della narrazione. Ovvero descrivere lo stesso fatto come orribile se avviene in un Paese lontano, derubricarlo a semplice accidente quando si verifica da noi. Dai diritti civili alla condizione delle donne, il nostro conforto viene dal paragonarsi a chi sta peggio.
Dopo ogni elezione, specie se vinta dalla sinistra, si ripropone il tormentone di una mega coalizione che racchiuda tutti
L’unione fa la farsa
Dopo ogni elezione ritorna la sindrome del tutti dentro, ovvero la coalizione unica che metta insieme le anime e i cespugli della sinistra. Un'idea fortemente sconsigliata dalle esperienze pregresse.
Nelle proteste No Green pass c'è un mondo di persone che si identifica solo nell'andare contro tutto e tutti. Dai fascisti ai complottisti
I professionisti del no
Fascisti, complottisti, arrabbiati, intellettuali che scrivono pagine piene di nulla: nel variegato mondo dei No Green Pass c'è di tutto. E il denominatore comune è l'andare contro a prescindere.
Il Morisi che è in noi
L'eloquio è stato forse più profumato, il fine esattamente identico. La bestialità virale si è trasferita in fretta nei cosiddetti "buoni", che non hanno perso tempo per raccontare i dettagli privati sul caso. Aspetti irrilevanti sul piano politico e giudiziario.
Non ci si può riscoprire l'antifascismo solo a pochi giorni dalle elezioni, quando spunta uno scandalo a ricordarne la pericolosità
Duce intermittente
Non si può riscoprire l'antifascismo solo a pochi giorni dalle elezioni, quando spunta uno scandalo a ricordarne la presenza. Non si tratta di un vezzo da comunisti, come lo hanno definito i liberali, ma di un muscolo che ha bisogno di essere costantemente curato.
Con l'addio del guru della comunicazione Luca Morisi, Matteo Salvini è sempre più solo. Tra un partito giù nei consensi e il fuoco amico
La Felpa e la Bestia
Con l'addio di Luca Morisi, guru della comunicazione della Lega, Matteo Salvini è sempre più solo: l'indice di gradimento del partito è in calo, la campagna per le amministrative non è andata bene e il fuoco amico di Giorgetti e Zaia è sempre più insistente.
Le 500 mila firme raccolte in 7 giorni per il referendum sulla cannabis dimostrano che in Italia c'è voglia di partecipare alla vita politica
Se 500 mila vi sembran poche
Il successo del referendum sulla cannabis, e delle sottoscrizioni online, dimostra che in Italia c'è tanta voglia di partecipare alla vita politica. Con buona pace di quella classe dirigente rinchiusa nel suo snobismo, indolente a trattare problemi che ritiene di «altri».