Giulio Cavalli

Cambi casacca: Michela Rostan fa scuola
Vengo dopo il Pd
Siamo in campagna elettorale e lo si capisce dal moltiplicarsi dei cambi casacca. In questo Michela Rostan fa scuola. Piddina renziana, ha lasciato i dem per Articolo 1. Dopo una parentesi in Italia Viva è confluita nel Misto. E ora siede felice tra gli Azzurri. Servono convegni per comprendere la disaffezione dei cittadini per la politica?
salvini al capolinea e la malsana idea di un viaggio a MOsca
Basta col Capitano
Pur di rimanere al centro della scena, Salvini ha annunciato una missione in Russia ancor prima di valutare se farla davvero. L'ultimo tentativo di apparire un uomo del fare, mentre la sua politica dopo la pandemia e con una guerra in corso sta rivelandosi per quello che è: un succedaneo del campionato di calcio.
Il governo Draghi ostaggio di se stesso e la rarefazione dei partiti
Ho visto un re
In 15 mesi il governo ha usato per ben 50 volte il voto di fiducia usando il Parlamento come mero luogo di ratifica delle decisioni. Con un premier più amministratore delegato che riferimento politico, assistiamo alla rarefazione dei partiti a cui non resta che sperare in una nuova emergenza.
Così la giornalista Shireen Abu Akleh è stata uccisa due volte
Reati di stampa
L'omicidio di Shireen Abu Akleh non è un incidente. La Federazione internazionale dei giornalisti aveva già denunciato Israele alla Corte penale internazionale per la violenza sistematica contro i cronisti che lavorano nei Territori. Mentre qui travisiamo o nascondiamo la verità, facendo fatica persino a nominare la Palestina. Così la si uccide due volte.
Hasta el trabajo siempre
Da una legge che regolarizza i rider al reddito minimo vitale, fino all'uso del Pnrr per limitare le esternalizzazioni. Il governo di Madrid dovrebbe essere un punto di riferimento per affrontare il tema dell'occupazione. Invece le sue leggi sono scomparse dalle pagine della nostra stampa.
Perché l'invio di armi italiane in Ucraina non può essere un affare segreto ed è pericoloso
L'arma segreta
Una democrazia sana, quella che giustamente si contrappone a Putin e ai suoi amici, dovrebbe prendersi la briga di discutere l'invio di aiuti bellici in Ucraina. Invece l'opinione pubblica è tenuta all'oscuro. Non è un dettaglio. Così si confonde il governo con un cda e il presidente del Consiglio con l'ad.
Da Berlusconi a Renzi, fino alla recente polemica sull'Ucraina: perché il 25 aprile continua a dividere l'Italia
Bella ciaone
Quest'anno il pretesto è stata la discussa posizione dell'Anpi sulla guerra in Ucraina. Ma la rilettura del 25 aprile è in voga dai tempi di Berlusconi. Cavalcata perfino da una parte della sinistra, renziani in testa, rischia di cancellare i valori che hanno animato la Resistenza.
torna il tormentone dei ragazzi mammoni che non vogliono lavorare
Un Borghese piccolo piccolo
Puntuali tornano le lamentele degli chef che non trovano giovani leve da reclutare nelle loro cucine. Ingrati che pretenderebbero addirittura di essere pagati. Nessuno però si interroga sui motivi che spingono sempre più ragazzi a scappare all'estero in cerca non di fortuna ma di un qualsiasi lavoro.
We are the war
I funzionari del Partito Unico Bellicista rovistano negli editoriali e nei commenti per additare chi non tifa per una carneficina finale. Tenere vivo il conflitto permette ai mediocri di ritagliarsi un posto nella schiera delle penne patriottiche e meritarsi così i cinque minuti di celebrità.
La solidarietà dell'Unione europea che accoglie i profughi ucraini ma respinge quelli alla frontiere tra Polonia e Bielorussia
Rifiutati di guerra
La Polonia ha accolto a braccia aperte i profughi in fuga dalla guerra in Ucraina. Contemporaneamente, però, proseguono i respingimenti al confine con la Bielorussia. È la solidarietà a due velocità che stiamo sperimentando in Europa.
Vade retro papa
La più eclatante scomparsa di una notizia in questi giorni è sicuramente quella che riguarda Bergoglio, che ha parlato di “guerra vergognosa” ignorato da tutti i media italiani. Ma in un momento in cui si delegittima chiunque non esulti per il conflitto, nessuno ha il coraggio di rispondere al pontefice.