L’asteroide che sterminò i dinosauri cadde in primavera

Redazione
24/02/2022

Sarebbe stata questa, nell’emisfero boreale, la stagione in cui il meteorite annientò il 75 per cento della vita sulla Terra, sterminando i dinosauri. A rivelarlo alcuni pesci fossili rinvenuti negli Stati Uniti.

L’asteroide che sterminò i dinosauri cadde in primavera

L’asteroide che causò, circa 66 milioni di anni fa, l’estinzione dei dinosauri e la scomparsa del 75 per cento della vita sulla Terra si sarebbe schiantato nella primavera dell’emisfero boreale. La scoperta, opera di un team internazionale guidato dai ricercatori dell’Università di Amsterdam, è frutto dell’analisi di alcuni fossili di pesce che si ritiene siano morti proprio a causa dell’impatto. L’informazione aiuterebbe anche a capire per quale motivo alcune specie come mammiferi e uccelli siano sopravvissute alla catastrofe.

LEGGI ANCHE: Il più grande pterodattilo del Giurassico trovato nel Regno Unito

Così gli scienziati hanno capito che l’asteroide cadde in primavera

La ricerca, disponibile sulla rivista Nature, è opera di studiosi di Belgio, Svezia e Francia, che hanno lavorato sotto la guida dell’Università di Amsterdam a Tanis, nel Nord Dakota americano. Si tratta di un’area distante 3000 chilometri dal cratere di Chicxulub, luogo dell’impatto dell’asteroide, da anni paradiso della ricerca preistorica. Qui sono presenti numerosi fossili di animali acquatici, tra cui pesci spatola e storioni, che gli scienziati ritengono siano morti proprio a causa dell’asteroide. A determinare tale correlazione è infatti la presenza, nelle branchie degli animali, di microsferule da impatto, frammenti di roccia fusa che si sprigionarono dalla superficie terrestre.

L'asteroide che causò l’estinzione dei dinosauri si abbatté sulla Terra in primavera. A rivelarlo, pesci fossili rinvenuti negli Stati Uniti.
Una ricostruzione 3D dell’impatto dell’asteroide sulla Terra (Twitter)

Cosa ha aiutato gli scienziati a capire che l’asteroide giunse in primavera? In questo caso è giunta in soccorso la composizione atomica delle lische che, come per gli anelli degli alberi, può dire molto circa la vita degli animali. Gli isotopi di carbonio infatti consentono di identificare nelle ossa la concentrazione di zooplancton, principale fonte di nutrimento dei pesci, il cui massimo si verifica fra la primavera e l’estate. L’analisi ha riportato che in quel periodo storioni e spatola avevano ingerito abbondante quantità di cibo, anche se la stagione dell’alimentazione non aveva ancora raggiunto il culmine. «Risulta così chiaro che tali esemplari morirono in primavera per le conseguenze dell’impatto dell’asteroide», ha detto al Guardian la professoressa Melanie During dell’università svedese di Uppsala.

LEGGI ANCHE: Le nuove specie di dinosauri scoperte nel 2021

Alcuni mammiferi dell’emisfero australe furono favoriti dal clima freddo

L’identificazione del periodo di impatto potrebbe però portare con sé altre importanti novità. Gli scienziati ritengono che alcuni animali dell’emisfero meridionale, dove ci si trovava in autunno inoltrato, potrebbero aver tratto vantaggio. I mammiferi a sud dell’equatore avrebbero infatti trovato riparo nelle loro tane, dove si trovavano per passare il letargo o anche solo per ripararsi dal freddo. Stesso discorso per i rettili come coccodrilli e tartarughe, mentre i corrispettivi dell’emisfero boreale non avrebbero trovato alcuno scampo. Ormai pronti a riprendere i ritmi della stagione calda, si sarebbero trovati completamente esposti all’impatto.

I pochi che sopravvissero, invece, perirono per le rigidissime temperature che si svilupparono nei mesi successivi. Gli esperti infatti ritengono che si originarono cambiamenti climatici simili all’inverno nucleare, con la Terra coperta per molti anni da una folta nube di polvere. «Nessuna creatura più grande di un gatto domestico è sopravvissuta all’impatto dell’asteroide», ha concluso Daniel Fedd, professore di Cambridge. «Tutte le specie, anche senza saperlo, erano condannate».