Archie Battersbee è morto: staccata la spina al 12enne in coma irreversibile

Annarita Faggioni
06/08/2022

La madre si era anche rivolta alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per tentare un trasferimento, ma la magistratura non lo ha permesso.

Archie Battersbee è morto: staccata la spina al 12enne in coma irreversibile

Staccata la spina alle macchine che tenevano in vita Archie Battersbee, il bambino di 12 anni in coma irreversibile in Gran Bretagna. Nel Regno Unito la legge impone che sia il tribunale a decidere in questi casi e l’Alta Corte di Londra aveva stabilito per il piccolo la morte in una struttura dell’Essex, contro il parere dei genitori. Costoro si erano rivolti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ma questa si è giudicata non competente ad intervenire e non è servita ad evitare il decesso del ragazzo. I sanitari hanno quindi proceduto a staccare la spina dei macchinari che lo tenevano in vita e Archie è stato dichiarato morto alle 12.15 (ora locale).

Archie è deceduto oggi, 6 agosto, verso le ore 10 (ora locale). Il tribunale aveva negato cure in Italia e in Giappone.

Archie Battersbee è morto: staccata la spina

A dare l’annuncio è stata la madre sottolineando che è stato un «figlio meraviglioso» che ha «lottato sino alla fine». La parente Ella Carter ha aggiunto che quando i macchinari sono stati staccati, il giovane ha resistito per due ore e «poi è diventato tutto blu in faccia». E ancora: «Non c’è niente di dignitoso su ciò che questa famiglia ha passato». Poco prima dell’avvio della procedura, la mamma aveva così dichiarato: «Siamo a pezzi. Ho fatto tutto ciò che avevo promesso ad Archie».

La donna aveva infatti tentato un’ultima richiesta di trasferimento in Italia (al Gemelli) o in Giappone, dove il bambino sarebbe stato ospitato per ulteriori terapie, ma l’instabilità delle sue condizioni – secondo i medici – aveva impedito questa opzione. Negata anche la possibilità di spostarlo in un hospice dedicato ai malati terminali.

Archie è deceduto oggi, 6 agosto, verso le ore 10 (ora locale). Il tribunale aveva negato cure in Italia e in Giappone.

La storia di Archie

L’adolescente si trovava in uno stato di coma irreversibile dallo scorso 7 aprile, quando, forse nell’ambito di una challenge su Tik Tok, aveva tentato di uccidersi con una corda. Nonostante l’intervento immediato dei medici, per l’ospedale era morto cerebralmente e non c’era più nulla da fare. I genitori non si sono arresti a questa constatazione e hanno avviato una battaglia legale per continuare con le cure o trasferire il giovane in un altro ospedale, ma la magistratura ha espresso parere negativo. Il Tribunale del Regno Unito aveva infatti stabilito che le macchine che tenevano in vita Archie dovessero essere staccate. E così è stato.