Antonio Fazio Show

Gianfranco Ferroni
19/10/2021

Il braccio di ferro con Trichet per l'ammissione dell'Italia nell'euro. Le critiche alla Commissione Ue. L'analisi della crisi cronica del nostro Paese. La "lezione" dell'ex governatore della Banca d'Italia.

Antonio Fazio Show

È stato un vero e proprio “Antonio Fazio show”, quello della mattina di martedì 19 ottobre, a palazzo Altieri, a Roma, in quella piazza del Gesù che ha anche ospitato la storica sede della Democrazia Cristiana che poi era la dirimpettaia dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana. Fazio ha ricordato, oltre al periodo della Banca d’Italia, da governatore, anche i suoi studi da geometra. L’occasione è stata fornita dal convegno intitolato “Lo sviluppo del Paese. Moneta, finanza, credito, lavoro. Infrastrutture e crescita economica”, organizzato da Fondazione Formiche, The Skill e Federtrasporto, nelle stanze di Bpm.

Quando vennero fissati i parametri dell’euro

«Ricordo quando vennero fissati i parametri europei per l’ingresso nell’euro. Ricordo una riunione a Francoforte con i governatori, tutti furono d’accordo sulla politica monetaria. I parametri invece li rispettavano soltanto Germania, Danimarca, Lussemburgo e Germania», ha ricordato Fazio. «Alla fine dopo tre riunioni si decise che soltanto Belgio e Italia non rispettavano i requisiti. Era impossibile pensare che il Belgio, con la sede della Commissione lì, potesse restare fuori. Decisero allora di premiare gli sforzi che stavano facendo per scendere sotto il 60 per cento del rapporto tra debito e Pil. Dell’Italia dissero che apprezzavano la stabilità del cambio e l’azione sui tassi di interesse. In realtà sapevano che non ero convinto al 100 per cento del progetto. Ma presi la parola e dissi: “Se esce questo documento con l’Italia non ammessa salta l’Italia, salta il cambio, saltano la Francia, il Portogallo e la Spagna”. Calò il gelo. Trichet mi disse: “Antonio, ci stai ricattando”. E io: “No Jean-Claude, la mia è solo logica economica. Se l’Italia non entra salteranno anche altri Paesi”».

Antonio Fazio ricorda l'ingresso dell'Italia dell'euro
Antonio Fazio al convegno organizzato da Federtrasporto, The Skill e Fondazione Formiche.

La crisi italiana e l’incapacità di riprendere a crescere dopo il 2007

Fazio poi ha continuato: «Trichet organizza la cena e mi mette a sedere accanto a Tietmeyer. Con l’Italia non potevo parlare. Alla fine della cena l’Italia venne ammessa con riserva e in un’ora scrissi un piano di rientro in 6-7 anni. Il piano lo consegnai ma non se n’è fatto molto. Ricordo che quando lo esposi nelle commissioni della Camera e del Senato ricordando i miei studi da geometra dissi: “Avremo un bradisismo, un abbassamento costante, cresceremo sempre un punto in meno dell’Europa. Ebbene oggi non posso non notare che la produttività tedesca è cresciuta tra il 2000 e il 2019 del 25 per cento. In Italia è cresciuta tra l’1 e il 2 per cento in tutto il periodo. Sono aumentati i poveri e i disoccupati. Ci siamo accontentati di una stabilità dei prezzi. La crisi in cui si trova l’Italia purtroppo è peggiore di quella del ‘29 per la persistente incapacità di riprendere a crescere, dopo la frenata del 2007. Il Pil italiano è ancora inferiore di 4/5 punti rispetto al 2007». «Io non condivido il modo di operare della Commissione», ha spiegato Fazio. «Si dice che ci ha dato la stabilità, speriamo sia così, ci sono dei sintomi ma non voglio allarmare nessuno. Siamo passati dal 105 al 135 seguendo i consigli della Commissione, perché è chiaro che se tagli di uno il disavanzo tagli il reddito di molto di più. Scusate, ma sento ogni tanto la voglia di fare anch’io il professore». Ma Fazio ha ancora tante cose da raccontare, e non si fermerà a quanto ha voluto dire nel corso di un convegno.