Rischio antisemitismo in Russia, l’allarme dell’ex rabbino capo di Mosca

Redazione
29/07/2022

Pinchas Goldschmidt, che da marzo vive in esilio in Israele, vede «nuvole scure all’orizzonte» pera la comunità ebraica della Federazione Russa.

Rischio antisemitismo in Russia, l’allarme dell’ex rabbino capo di Mosca

L’ex rabbino capo di Mosca Pinchas Goldschmidt, che vive in esilio in Israele, ha detto che per gli ebrei russi ci sono «nuvole scure all’orizzonte», in quanto i legami tra i due Pasi sono in forte deterioramento a causa della guerra in Ucraina. Goldschmidt, che ha lasciato Mosca a marzo, ha aggiunto: «La comunità ebraica ha subito pressioni per sostenere apertamente la guerra, ma non l’ha fatto»

Rischio antisemitismo in Russia: l’allarme dell’ex rabbino capo di Mosca Pinchas Goldschmidt, che vive in esilio in Israele.
Pinchas Goldschmidt, ex rabbino capo di Mosca (ALEXANDER KLEIN/AFP via Getty Images)

L’ex rabbino capo di Mosca: «La situazione è preoccupante»

«La situazione è preoccupante», ha detto Goldschmidt, aggiungendo che la sicurezza e il futuro della comunità ebraica dipendono da come si svilupperanno le relazioni tra la Federazione Russa e Israele, che finora ha tenuto una posizione cauta, al fine di mantenere i legami con Mosca, considerati cruciale per preservare la capacità dello Stato ebraico di effettuare attacchi aerei nella vicina Siria, dove sono presenti forze russe. «In questo momento, sarebbe impossibile per me tornare. Ho deciso di rimanere in esilio fino a quando la situazione politica non cambierà», ha dichiarato Goldschmidt. «Se fossi rabbino capo di Mosca, non sarei in grado di parlare apertamente senza mettere in pericolo la mia comunità». Dopo l’invasione dell’Ucraina, l’allora premier Naftali Bennett si era trattenuto dal criticare apertamente le azioni di Vladimir Putin, sottolineando la necessità di mantenere buoni legami con il Cremlino: il suo successore Yair Lapid, invece, ha condannato con fermezza l’attacco russo.

Rischio antisemitismo in Russia: l’allarme dell’ex rabbino capo di Mosca Pinchas Goldschmidt, che vive in esilio in Israele.
Pinchas Goldschmidt: da marzo vive in esilio in Israele (Kimberly White/Getty Images for Breakthrough Prize)

Russia, le frizioni tra Mosca e la Sohnut

Secondo l’Agenzia ebraica per Israele (Sohnut), dall’inizio del conflitto 16 mila ebrei sono emigrati dalla Federazione Russa a Israele. Secondo Goldschmidt, lo stesso tragitto sarebbe stato intrapreso da altri 30 mila soggetti in possesso del doppio passaporto. Gli ebrei stanno lasciando la Russia, ha spiegato l’ex rabbino capo di Mosca, «per timore di una nuova cortina di ferro», che un giorno renderà «impossibile andarsene». Di recente, la Russia ha citato in tribunale la Sohnut, che si occupa dell’immigrazione degli ebrei in Israele, accusata di violazioni legali non specificate. In un’udienza preliminare, un tribunale moscovita ha fissato il 19 agosto la data di inizio del processo. Tutto ciò, ha aggiunto Goldschmidt, sta alimentando «la paura di un crescente antisemitismo». Secondo alcuni esperti, si tratterebbe di un tentativo di scoraggiare l’emigrazione di massa: «Se la Russia vuole fermare la fuga dei cervelli dei suoi migliori scienziati e della sua classe creativa, il modo migliore per farlo non è chiudere l’agenzia, ma fermare questa guerra», ha concluso Goldschmidt.