Putin, annessioni e Crimea: la confusione del presidente del partito di Le Pen

Redazione
21/09/2022

Salvini non è l'unico ad aver cambiato prospettiva su Putin. Il candidato alla presidenza del RN di Marine Le Pen, Jordan Bardella, ha tuonato contro i referendum nei territori del Donbass ma ha definito la Crimea russa. Due annessioni, due misure.

Putin, annessioni e Crimea: la confusione del presidente del partito di Le Pen

Matteo Salvini non è certo l’unico politico ad aver cambiato idea su Vladimir Putin. «La mia opinione è sicuramente cambiata durante la guerra, perché quando qualcuno inizia a invadere, bombardare, inviare carri armati in un altro paese, bè, tutto cambia», ha detto il segretario della Lega a Bloomberg. Un notevole passo avanti visto che Salvini aveva sempre difeso il presidente russo  anche dopo l’invasione e l’annessione della Crimea, passando sopra la repressione dei dissidenti e della libertà di stampa. Un legame quello tra via Bellerio e il Cremlino che fu benedetto, va ricordato, anche da un accordo stretto tra il Carroccio e il partito Russia Unita, che risulta tuttora in essere. Anche oggi intervistato da Radio 24 Salvini, stizzito, ha ripetuto che il vero problema degli italiani non sono i suoi rapporti con Mosca ma le bollette, refrain ormai collaudato per rispondere a ogni domanda scomoda.  Del resto «tutti hanno avuto rapporti con Putin», ha ribadito il segretario: «Renzi, Letta, Prodi, Berlusconi. Tutti. Ovviamente quando scoppia una guerra, cambia prospettiva».

Putin e il cambio di prospettiva di Salvini e del partito di Le Pen

Un cambio di prospettiva che Salvini condivide con gli alleati francesi del Rassemblement National dell’amica Marine Le Pen che però come Matteo resta contraria alle sanzioni sull’energia visto che «hanno rinforzato e arricchito la Russia, rappresentando un pericolo di impoverimento per i nostri popoli». Il picco più alto però lo ha raggiunto Jordan Bardella, candidato alla presidenza del Rassemblement National. Già perché Bardella si è trovato d’accordo con Emmanuel Macron che ha definito i referendum di annessione dei territori ucraini occupati dai russi una «parodia della democrazia». «La Russia cerca di strumentalizzare lo strumento di espressione popolare per eccellenza che è il referendum nei territori dove ha commesso aggressioni e attacchi inaccettabili per legittimare la violazione della sovranità territoriale dell’Ucraina», ha attaccato Bardella parlando a France Info. Niente da eccepire si dirà, se non che questa presa di posizione stride con la storia recente dei lepenisti. A sua discolpa la giovane età: Bardella infatti, classe 1995, è l’enfant prodige della fiamma francese.

Putin, annessioni e Crimea: la confusione del presidente del partito di Le Pen
Jordan Bardella e Marine Le Pen (Getty Images).

Due annessioni, due misure

Cambiare idea è lecito, ci mancherebbe. Però Bardella è andato oltre. «La Crimea è russa», ha dichiarato convinto. Certo la Russia invase la penisola ucraina ma il contesto «era totalmente diverso dall’attuale», ha chiarito l’europarlamentare. Visti i «crimini di guerra che si commettono in Ucraina, è del tutto inopportuno invadere uno Stato e poi organizzare un referendum per rendere legittima questa invasione», ha aggiunto. Quindi, riassumendo, il presidente in pectore del RN sta accusando Putin di crimini di guerra. Si spera solo che il prestito concesso da una banca russa al partito di estrema destra francese venga integralmente rimborsato. La Lega almeno ha fatto un passo indietro sulla Crimea. Lo scorso marzo ha rinnegato le mozioni presentate in Veneto e Lombardia nel 2016 per chiedere al governo di riconoscere l’annessione della penisola ucraina alla Federazione Russa e di procedere alla revoca immediata delle sanzioni economiche. Mozioni presentate dal Carroccio ma votate dalle maggioranze di centrodestra nei consigli.