Chubais colpito da malore in Sardegna, non si esclude l’avvelenamento: i precedenti

Redazione
01/08/2022

Il 66enne ex braccio destro di Putin era fuggito in Italia dopo aver criticato l'invasione dell'Ucraina. Da Abramovich a Navalny e Litivinenko: gli avvelenamenti dei "dissidenti".

Chubais colpito da malore in Sardegna, non si esclude l’avvelenamento: i precedenti

Anatolij Chubais, economista russo, mente delle privatizzazioni Anni 90 (è stato il numero due di Boris Yeltsin) ed ex braccio destro di Putin (fu lui da leader del partito liberale a offrirgli il primo incarico al Cremlino), è ricoverato in una “clinica europea” dopo aver accusato un malore. Chubais si trovava in vacanza in Costa Smeralda quando ha avvertito i primi sintomi: mancanza di sensibilità alle gambe e alle braccia. Secondo i primi accertamenti potrebbe trattarsi di una malattia neurologica, la sindrome di Guillain-Barré, ma resta il dubbio di un avvelenamento.

Chubais, da braccio destro di Putin alla fuga in Italia

Chubais, 66 anni, era fuggito dalla Russia lo scorso marzo dopo aver criticato l‘invasione dell’Ucraina decisa da Putin. Si era dimesso dall’incarico di delegato con il Clima e aveva fatto perdere le sue tracce. Dalla Turchia dove era stato avvistato a Istanbul, aveva fatto tappa in Israele prima di dirigersi in Italia dove ha due residenze tra la Liguria e la Toscana, a nord di Carrara. Le condizioni dell’uomo sono subito apparse gravi anche se non sembra in pericolo di vita. È stata però allertata la polizia che ha effettuato rilievi nell’abitazione. Del resto non sarebbe il primo personaggio scomodo a Mosca a finire avvelenato.

Russia, Navalny è stato trasferito in una prigione di massima sicurezza ignota
Alexei Navalny (Getty Images).

Da Navalny a Litvinenko: i precedenti

L’ultimo in ordine di tempo è stato Roman Abramovich della delegazione di negoziatori per l’Ucraina e forse avvelenato con la cloropicrina. Il 20 agosto 2020 era toccato all’oppositore numero 1 di Putin Alexei Navalny che perse conoscenze durante un volo da Tomsk a Mosca. L’aereo fu fatto atterrare a Omsk dove Navalny venne ricoverato in coma. Due giorni dopo l’oppositore fu trasportato a Berlino: era stato avvelenato con il novichock, un agente nervino. Dopo essersi ripreso, nel gennaio 2021, tornò in Russia dove è stato arrestato.  Nel marzo 2018 l’ex agente dell’intelligence militare russa Sergei Skripal e la figlia Yulia furono ritrovati senza sensi a Salisbury. Entrambi erano stati avvelenati sempre con il novichok. Dopo un lungo ricovero, sono guariti. Contaminato anche un poliziotto britannico. Un anno prima, nel 2017, il giornalista del movimento Open Russia Vladimir Kara Murza venne ricoverato d’urgenza in terapia intensiva a Mosca. In ospedale all’estero gli venne diagnosticata una intossicazione causata da una sostanza sconosciuta. Nel 2006 Alexander Litvinenko, ex spia del Fsb fuggita a Londra nel 2000 dopo aver accusato i suoi superiori di aver ucciso l’oligarca Boris Berezovsky e Putin di essere il mandante di Anna Politkovskaya si ammalò improvvisamente. Morì tre settimane dopo per avvelenamento da polonio. La sostanza radioattiva sarebbe stata messa nella sua tazza di the da due russi durante un incontro in un albergo di Londra. Nel 2004 l’allora candidato alle Presidenziali ucraine Viktor Yushchenko, leader dell’opposizione filo occidentale, venne ricoverato in Austria dopo un avvelenamento da diossina. Sfigurato in volto alle elezioni vinse al ballottaggio il filo russo Viktor Yanukovych. Tempo dopo Yushchenko affermò di essere stato avvelenato da alcuni uomini che avevano cenato con lui poi rifugiatisi in Russia tra cui l’ex numero due dei servizi ucraini, Volodymyr Satsyuk.