Iniezioni di musica per i malati di Alzheimer

Redazione
07/05/2021

Playlist create da un algoritmo per alleviare stress e angoscia. Sia nei pazienti che nel personale medico. L'esperimento è partito nel Regno Unito.

Iniezioni di musica per i malati di Alzheimer

«Una cosa buona della musica è che quando ti colpisce, non senti dolore». Il sistema sanitario britannico sembra essersi ispirato a questa celebre frase di Bob Marley, sperimentando in un trial la musica come terapia per ridurre la sofferenza sia nei malati di Alzheimer sia nel personale medico stressato che segue questi pazienti. Il tutto con l’aiuto di un algoritmo che elabora playlist di canzoni in base al background e ai gusti personali degli ascoltatori. Finora, come spiega il Guardian, si sono registrate importanti riduzioni della frequenza cardiaca e in alcuni casi la musica ha placato agitazione e angoscia. La tecnologia funziona come una “flebo” musicale, riproducendo canzoni per i pazienti e monitorando la loro frequenza cardiaca mentre sono all’ascolto. Un algoritmo consente al software, che è collegato a un servizio di streaming come Spotify, di cambiare le tracce in arrivo, se la prescrizione sembra non funzionare. Il suo sistema di intelligenza artificiale valuta le canzoni, esaminando 36 diverse caratteristiche, tra cui tempo, timbro, tonalità, ritmo, quantità di sincope e note basse. Negli ospedali universitari del Lancashire si sta estendendo l’esperimento al personale medico che ha lavorato in terapia intensiva durante il Covid, per vedere se può alleviare l’ansia e lo stress. Si sta anche pianificando di testarlo su pazienti in terapia intensiva, bambini agofobici (con la fobia degli aghi) e pazienti afflitti da dolore cronico, nella speranza di poter ridurre le prescrizioni di oppiacei.