Alitalia, nella manovra prevista la proroga della Cig per il 2023

Redazione
28/10/2021

Il Governo ha deciso di stanziare altri 260 milioni di euro per sostenere i lavoratori non integrati in Ita Airways

Alitalia, nella manovra prevista la proroga della Cig per il 2023

La bozza della manovra finanziaria approvata dal Governo prevede, tra le altre cose, la proroga fino al 2023 della cassa integrazione guadagni per i lavoratori Alitalia.

Per i lavoratori di Alitalia Sai e Alitalia Cityliner coinvolti dall’attuazione del programma della procedura di amministrazione straordinaria, «il trattamento di integrazione salariale può essere prorogato di ulteriori 12 mesi anche successivamente alla conclusione dell’attività del commissario e non oltre il 31 dicembre 2023».

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Sono previsti 63,5 milioni nel 2022 e di 193,6 milioni nel 2023. E’ prevista anche l’estensione al 2022 del rimborso dei biglietti con il fondo da 100 milioni già in funzione per il 2021.

La misura riguarda i quasi 8 mila dipendenti di Alitalia non assunti dalla nuova compagnia Ita Airways e finiti in cassa integrazione a zero ore. Loro potranno godere dei «trattamenti di integrazione salariale» sicuramente fino al 2022 e salvo colpi di scena anche per tutto il 2023. Il tutto a un costo di quasi 260 milioni di euro.

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Nello stesso documento viene deciso anche che può proseguire anche l’anno prossimo il procedimento di rimborso dei passeggeri di Alitalia con in mano una prenotazione per voli dopo lo stop del vettore o con voucher emessi durante la pandemia e non utilizzati.

I due anni di cassa integrazione ulteriore per i dipendenti di Alitalia potrebbero poi raddoppiare con un’iniziativa successiva. Sia i sindacati, sia i commissari della vecchia compagnia chiedono al governo di valutare l’ipotesi di estendere gli effetti degli ammortizzatori sociali al 2025, l’ultimo anno del primo piano industriale di Ita Airways. Un periodo che secondo i commissari deve anche occuparsi della «manutenzione addestrativa e/o di riqualificazione professionale» dei dipendenti considerata «l’intervenuta cessazione delle attività d’impresa», come hanno scritto a settembre in una lettera ai ministeri competenti.