Alex Zanardi: 20 anni fa l’incidente che gli ha cambiato la vita

Barbara Massaro
15/09/2021

Avrebbe potuto essere la fine del sogno di Alex Zanardi e invece quell'incidente del 15 settembre 2001 è stato l'inizio del mito

Alex Zanardi: 20 anni fa l’incidente che gli ha cambiato la vita

Mancano solo 13 giri al termine della gara di Formula Cart sul circuito di Lausitzring, in Germania. Dopo un pit-stop ai box Alex Zanardi storna in pista.

La dinamica dell’incidente di Alex Zanardi

In quel momento passa la vettura di Alex Tagliani. Un impatto tremendo. Alex Zanardi perde tutte e due le gambe che vengono amputate all’istante dallo schianto. Era il 15 settembre 2021. Sono passati esattamente 20 anni dall’incidente che ha cambiato la vita del pilota. Poteva finire tutto lì, e invece è stato l’inizio della parabola umana e atletica de l “mito” Zanardi.

Nel corpo di Alex era rimasto un solo litro di sangue; il prete gli aveva dato persino l’estrema unzione con l’olio del motore rimasto sulla pista, ma lui, trasportato d’urgenza all’ospedale di Berlino dopo 4 giorni di coma farmacologico si è svegliato.

Accanto a lui c’era la moglie Daniela che gli ha subito raccontato la verità. «Sono in pericolo di vita» ha chiesto Zanardi «No» ha risposto Daniela.

«Allora insieme ce le faremo» ha concluso il pilota.

Alex Zanardi: «Insieme ce le faremo»

Quattro settimane più tardi Alex sarebbe uscito dall’ospedale indossando le protesi che da allora lo accompagnano.

I medici ancora si chiedono come sia sopravvissuto. Zanardi, che il 19 giugno 2020 è rimasto gravemente ferito nello schianto fra la sua handbike e un camion nel Senese nel corso di una gara ha più volte ricordato la sliding door che ha cambiato la sua vita riflettendo sul significato di quell’incidente «C’è un grande privilegio che mi ha regalato la vita: quello di trasformare ciò che mi è accaduto in una grande opportunità», ha raccontato spesso il campione oggi 54enne

«La mia Olimpiade ho cominciato a vincerla nel letto di ospedale» sottolinea spesso «quando non ho perso tempo a riflettere su: perché a me? Invece ho cominciato a pensare: con quello che mi è rimasto cosa posso fare? Mi ha aiutato il mio essere curioso».