Alessandro Venturelli scomparso, la madre: «Non ci arrendiamo, è vivo»

Debora Faravelli
06/09/2022

La donna, convinta che il figlio sia ancora vivo, ha lanciato un appello affinché chiunque lo veda faccia un'immediata segnalazione.

Alessandro Venturelli scomparso, la madre: «Non ci arrendiamo, è vivo»

A quasi due anni dalla scomparsa di Alessandro Venturelli, la madre non si arrende e lancia un appello affinché chiunque lo veda faccia segnalazioni di avvistamento in tempi rapidi. Negli ultimi mesi ne sono arrivate molte, ha spiegato, ma tutte fatte giorni dopo e senza foto o video che le rendessero concrete. E così, «ora non abbiamo niente in mano».

Alessandro Venturelli (Facebook)

Alessandro Venturelli: parla la madre

Del giovane si sono perse le tracce a dicembre 2020 dopo che era uscito dalla casa di famiglia di Sassuolo. Dopo due anni, la madre Roberta Carassai ha lamentato i ritardi e gli errori nelle ricerche, tra cui la mancata analisi delle telecamere di sorveglianza che avrebbero potuto dare una svolta nell’immediatezza dei fatti.

Anche la pista olandese, che nei mesi scorsi aveva riacceso le speranze, si è rivelata un nulla di fatto per mancanza di dati certi. Sul telefono del ragazzo era infatti stato trovato un file cancellato che rappresentava una cartina dell’Olanda, con anche messaggi dove chiedeva quanto distassero varie case e località da Amsterdam. Ma non si è riusciti a capire a chi fossero rivolti i messaggi e quindi con chi abbia parlato Alessandro.

Alessandro Venturelli (Facebook)

“Non ci arrendiamo, è vivo”

Ciononostante, Roberta non è intenzionata ad arrendersi e continua a chiedere di segnalare eventuali avvistamenti senza attendere troppo: «Alessandro è vivo e io non smetterò mai di cercarlo. Arrivano tante segnalazioni ma alcune vengono fatte diversi giorni dopo e non sono mai accompagnate da una foto o da qualcosa di concreto. In questo modo non si va da nessuna parte perché serve un’identificazione certa della persona».

Ha quindi lanciato l’ennesimo appello, a chi dovesse vederlo, di chiamarlo per nome o fermarlo con una scusa. «Se avete paura di farlo, chiamate subito le forze dell’ordine e seguitelo a distanza in modo da farlo individuare. È importantissimo farlo nell’immediatezza perché sennò poi non serve a molto», ha concluso.