Carlos Alcaraz, chi è il nuovo fenomeno del tennis mondiale erede di Nadal

Matteo Innocenti
12/05/2022

È considerato l'erede naturale di Rafa. Ha appena 19 anni e al Masters 1000 di Madrid ha superato il suo mito, Djokovic e Zverev. Assente agli Internazionali d’Italia, ha messo nel mirino il Roland Garros. E per Carlos Alcaraz è partita la caccia al primo Slam della carriera. Il profilo.

Carlos Alcaraz, chi è il nuovo fenomeno del tennis mondiale erede di Nadal

Nel giro di 24 ore ha battuto sulla terra rossa prima Rafa Nadal e poi Novak Djokovic, i due più grandi interpreti di sempre della superficie. Poi, per completare l’opera, in poco più di un’ora ha liquidato in finale il numero 3 al mondo Alexander Zverev. Un fine settimana da dio (del tennis), quello vissuto a Madrid da Carlos Alcaraz, ora al sesto posto del ranking ATP. Giovanissimo ma da tempo sulla bocca degli appassionati, Alcaraz è destinato a scrivere il futuro prossimo di questo sport, complice la caduta (fisiologica) dei fenomeni della racchetta che hanno monopolizzato gli Slam degli ultimi tre lustri. E anche di più.

Carlos Alcaraz, chi è il nuovo fenomeno del tennis mondiale. Le cose da sapere sul 19enne che ha vinto il Masters 1000 di Madrid.
A Madrid, Carlos Alcaraz ha superato nell’ordine Nadal, Djokovic e Zverev (Clive Brunskill/Getty Images)

Il coach di Alcaraz è l’ex numero 1 al mondo Ferrero

Carlos Alcaraz Garfia ha compiuto 19 anni durante il Masters 1000 di Madrid. Nato a Murcia il 5 maggio 2003, ha iniziato a giocare ad appena tre anni nella scuola di tennis del padre, mettendosi poi rapidamente il luce. Al punto da aver gareggiato pochissimo tra gli juniores: è infatti passato professionista appena 15enne nel 2018, stesso anno in cui è entrato nell’accademia Equelite di Villena dell’ex numero 1 del mondo Juan Carlos Ferrero, da allora suo coach. Dopo un passaggio nel circuito Challenger, non c’è stato bisogno di attendere molto per i successi in ATP Tour, raccolti tutti nel 2022: in serie, Rio Open, Miami Open (primo Masters 1000 della carriera), Trofeo Godó di Barcellona e, appunto, Madrid. Arrivato nella capitale come principe del tennis spagnolo, Alcaraz ne è uscito praticamente come re, dopo l’ideale passaggio di consegne con l’idolo Nadal.

 

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Fin dall’inizio della sua breve carriera, Alcaraz è stato accostato al fuoriclasse maiorchino. Anche la cabala ci ha messo del suo: il fenomeno di Murcia ha infatti conquistato nel 2020 il primo titolo ATP al Challenger di Trieste. Dunque in Italia, esattamente come era successo 17 anni prima all’adolescente Nadal, vincitore sulla terra rossa di Barletta. Era il 24 marzo 2003 e Alcaraz non era ancora nato. E a proposito di destino, non si può ignorare il fatto che Ferrero, oggi suo coach, sia stato numero 1 del ranking ATP (per otto settimane) proprio in quell’anno.

Alcaraz, come si migliora un fenomeno

Gli insegnamenti di Ferrero hanno avuto un’importanza cruciale nello sviluppo del gioco di Alcaraz. Ma per esaltare il suo talento naturale, il giovane tennista di Murcia ha fatto un grande lavoro fisico e psicologico. La mental coach Isabel Balaguer lo affianca da due anni: «Non credo che senza di lei potrei essere dove sono. Mi aiuta molto a controllare le emozioni. Il tennis è uno sport in cui devi sapere che perderai: devi imparare dagli errori, in modo da non ripeterli la volta successiva». Fino a poco tempo fa, Alcaraz perdeva ore di sonno per stare sui social, al punto che per qualche tempo ha avuto bisogno di qualcuno che lo controllasse. “Malato” di tennis, guarda più partite possibili e fa ginnastica mentale anche con gli scacchi, ideali per allenare la concentrazione. Il preparatore atletico Alberto Lledò ha invece studiato una dieta personalizzata, che ha permesso ad Alcaraz di mettere su quattro chili, equamente distribuiti tra muscoli e massa grassa.

Carlos Alcaraz, chi è il nuovo fenomeno del tennis mondiale. Le cose da sapere sul 19enne che ha vinto il Masters 1000 di Madrid.
Carlos Alcaraz e il suo idolo Rafa Nadal (Denis Doyle/Getty Images)

Il nuovo Nadal così diverso da Rafa

Quando da piccolo si è trattato di sfogliare la margherita tra Nadal, Federer e Djokovic, Alcaraz non ha avuti dubbi scegliendo il connazionale. Anche se l’accostamento è automatico, in realtà il suo gioco è molto diverso da quello del connazionale. L’esplosività e la forza mentale non gli mancano. Tuttavia, a parte la differenza sostanziale della mano (Alcaraz è destrorso, Nadal è mancino), il tennista andaluso è più aggressivo e amante dei colpi orizzontali rispetto al campione maiorchino, che nel corso della carriera si è dimostrato un eccezionale gestore del tempo e del ritmo delle gare. Di sicuro è un top player non solo sulla terra rossa (e pure sul cemento): non ha preso parte agli Internazionali di Roma, che ha deciso di bypassare per riposarsi in vista del Roland Garros. Primo Slam della carriera? Chissà.

Il più talentuoso della sua generazione

Le stimmate del campionissimo sono innegabili e Alcaraz appare destinato a prendersi lo scettro di re del tennis sul finale della carriera dei tre che hanno cannibalizzato questo sport da metà anni Duemila. Federer ormai non gioca quasi più, Nadal e Federer sì, ma devono fare i conti con gli acciacchi dell’età. Certo, ci sono i vari Zverev, Medvedev, Tsitsipas e (speriamo) Berrettini. Ma Alcaraz, che ha già scavato un enorme divario rispetto ai coetanei, è pronto a guidare la carica dei ragazzi del Duemila: il danese Holger Rune, anche lui 2003, fresco vincitore del torneo di Monaco; i nostri Jannick Sinner e Lorenzo Musetti (classe 2001 e 2002); lo statunitense Sebastian Korda, il canadese Félix Auger-Aliassime, l’argentino Sebastián Báez, nati tutti nel 2000.