Abramovich e gli altri oligarchi russi sanzionati oggi dal Regno Unito per la guerra in Ucraina

Redazione
10/03/2022

Tra i sette oligarchi russi colpiti dalle nuove sanzioni britanniche c'è anche Abramovich. Congelata la cessione del Chelsea. Con lui pure l'ad di Rosneft Igor Sechin e il signore dell'alluminio Oleg Deripaska.

Abramovich e gli altri oligarchi russi sanzionati oggi dal Regno Unito per la guerra in Ucraina

Si allunga la lista degli oligarchi russi finiti sotto le sanzioni del Regno Unito dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Tra i sette magnati elencati nella blacklist il 10 marzo c’è anche il proprietario del Chelsea FC Roman Abramovich. I suoi beni sono stati congelati ed è stato colpito dal divieto di viaggiare. La lista comprende anche i miliardari Igor Sechin, ad di Rosneft e Oleg Deripaska, il re dell’alluminio (già nella lista nera degli Usa e nel mirino del Fbi), entrambi vicinissimi a Vladimir Putin. «Non possono esserci rifugi sicuri» per coloro che hanno sostenuto l’invasione russa dell’Ucraina, ha commentato il primo ministro Boris Johnson aggiungendo: «Le sanzioni di oggi sono l’ultimo passo nel sostegno incrollabile del Regno Unito al popolo ucraino. Saremo spietati nel perseguire coloro che consentono l’uccisione di civili, la distruzione di ospedali e l’occupazione illegale di alleati sovrani». «Il sangue del popolo ucraino è sulle loro mani. Dovrebbero abbassare la testa per la vergogna», gli ha fatto eco la ministra degli Esteri Liz Truss.

Abramovich e gli altri oligarchi russi sanzionati oggi dal Regno Unito
Igor Sechin, Ceo di Rosneft (Getty Images).

Le sanzioni ad Abramovich e le ricadute sul Chelsea FC

Le sanzioni contro Abramovich – in un primo momento indicato come possibile mediatore tra Kiev e Mosca – avranno ripercussioni pesanti anche sul Chelsea FC che il tycoon aveva detto di voler vendere a inizio mese. Essendo tra i beni congelati, il club non può essere ceduto. Il governo rilascerà una licenza speciale che consentirà lo svolgimento delle partite e i pagamento del personale. Gli abbonati potranno seguire i match ma il club non potrà vendere altri biglietti. Chiuso anche il negozio di merchandising. Abramovich, che ha sempre negato di essere nella cerchia di fedelissimi di Putin, ha un patrimonio netto stimato in 12,3 miliardi di dollari. Il 55enne ha anche partecipazioni nel gigante dell’acciaio Evraz e in Norilsk Nickel. Nel 2005 ha venduto il 73 per cento della compagnia petrolifera russa Sibneft a Gazprom incassando quasi 13 miliardi di dollari reinvestendoli in Evraz. Secondo il Foreign Office proprio la Evraz avrebbe fornito acciaio all’esercito russo per la costruzione di carri armati.

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Deripaska, il signore dell’alluminio sanzionato anche dagli Usa

Tra gli altri magnati sanzionati da Londra c’è anche Oleg Deripaska. Signore dell’alluminio ed ex socio di Abramovich, ha quote anche nel gruppo EN+ e un portafoglio immobiliare di svariati milioni di sterline nel Regno Unito. Dalla seconda metà degli Anni 90 era uno dei cosiddetti magnifici sette alla corte di Boris Yeltsin. Insieme con Berezovsky, Gusinsky, Potanin, Khodorkovsky, Friedman, Aven e Smolensk fece parte del nucleo economico-finanziario che aveva approfittato della trasformazione postcomunista e della privatizzazioni selvagge arrivando a controllare di fatto pressoché tutta l’economia russa. Oggi Deripaska secondo Forbes ha un patrimonio personale di 4,6 miliardi di dollari, ed è al 775esimo posto della classifica mondiale. Accusato di avere legami con Paul Manafort, l’ex manager della campagna di Donald Trump accusato di frode, è finito nel mirino della giustizia Usa nel 2018 e alla fine di ottobre alcune sue proprietà negli States erano state perquisite dal Fbi. A differenza di altri oligarchi russi rimasti in silenzio sulla guerra in Ucraina, Deripaska aveva chiesto via Twitter la pace il prima possibile.

Abramovich e gli altri oligarchi russi sanzionati il 10 marzo dal Regno Unito per la guerra in Ucraina
Oleg Deripaska (Getty Images).

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Sechin, patron di Rosneft e fedelissimo di Putin

Nella lista britannica compare anche Igor Sechin, ad di Rosneft, la principale società petrolifera russa. Sechin è già stato sanzionato da Usa e Unione europea. Nel 1991 cominciò a lavorare nel municipio di San Pietroburgo, dove divenne capo dello staff proprio di Putin. Lo seguì nella sua carriera politica e nell’agosto 1999 fu nominato capo della segreteria del Primo Ministro. Vice Primo Ministro del governo Putin, Sechin è anche uno dei principali rappresentanti dei Siloviki, i funzionari che provengono da ambienti militari e dal Kgb. Tra gli altri sanzionati ci sono  anche Alexei Miller, Ceo dell’azienda energetica Gazprom, Andrey Kostin, presidente della banca VTB, Nikolai Tokarev, presidente della compagnia di oleodotti statale russa Transneft ed ex Kgb, e Dmitri Lebedev, presidente del consiglio di amministrazione della Banca Rossiya.

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