A qualcuno piace caldo: 8 curiosità sul film cult in onda stasera 24 agosto 2021 su Rai Movie

Redazione
24/08/2021

Dal fastidioso atteggiamento da diva di Marilyn Monroe al training di Tony Curtis e Jack Lemmon per entrare nella parte: otto curiosità sul cult in onda stasera su Rai Movie alle 21.10

A qualcuno piace caldo: 8 curiosità sul film cult in onda stasera 24 agosto 2021 su Rai Movie

Marilyn Monroe, Tony Curtis e Jack Lemmon sono i protagonisti di A qualcuno piace caldo, uno dei film comici più irriverenti della storia del cinema, in onda stasera, martedì 24 agosto 2021, su Rai Movie alle 21.10. Diretta dal regista Billy Wilder e uscita nelle sale nel 1959, la pellicola racconta la storia di due musicisti squattrinati, il sassofonista Joe e il contrabbassista Jerry che, nella Chicago del proibizionismo, assistono casualmente alla strage di San Valentino messa in atto dagli uomini di Al Capone. Sopravvissuti per miracolo e ben consapevoli di essere braccati dalla gang responsabile del misfatto, tentano di far sparire le proprie tracce travestendosi da due jazziste, Josephine e Daphne, e partendo con un’orchestra femminile per una trasferta in Florida. Durante il viaggio in treno conoscono Zucchero, affascinante cantante e suonatrice di ukulele col vizio dell’alcool che, dopo l’ennesima delusione amorosa, è a caccia di un uomo ricco da sposare. Quest’incontro lascerà spazio a scenari che metteranno a dura prova la loro copertura. Joe, per far breccia nel cuore della collega, si calerà nei panni di Junior, annoiato erede di un magnate del petrolio. Jerry, invece, sarà impegnato a trovare un modo per evitare la corte del miliardario Osgood Fielding II, innamoratissimo di Daphne al punto da chiederle la mano. Gli sviluppi di queste due trame parallele avranno conseguenze esilaranti. Dal fastidioso atteggiamento da diva di Monroe alle censure, otto curiosità sul film.

Le otto curiosità su A qualcuno piace caldo in onda stasera su Rai Movie

1. A qualcuno piace caldo: una pioggia di riconoscimenti

Considerato una delle migliori commedie della storia del cinema a stelle e strisce, il film vinse un Oscar e tre Golden Globe (per la migliore attrice in un film commedia o musicale, conferito a Marilyn Monroe, e per il miglior attore in un film commedia o musicale assegnato, invece, a Jack Lemmon che, per la sua interpretazione, ottenne anche un BAFTA). Ma non è tutto. Nel 1989 è stato inserito nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d’America e, un anno prima, l’American Film Institute lo ha messo al quattordicesimo posto della classifica dei cento film statunitensi di tutti i tempi. Nel 2000, si è accaparrato la medaglia d’oro con la prima posizione nel ranking delle cento migliori commedie americane e, nel 2005, l’iconica battuta ‘Beh, nessuno è perfetto’ è finita al quarantottesimo posto della lista delle cento migliori battute del cinema statunitense. Soltanto negli USA, ha incassato 25 milioni di dollari al box office e 8 milioni per i noleggi. In Italia fu il secondo film per incassi della stagione cinematografica 1959/60 dopo La dolce vita di Federico Fellini.

2. A qualcuno piace caldo: i dubbi sul casting

Nei piani originari del regista, i ruoli di Josephine, Daphne e Zucchero non spettavano a Tony Curtis, Jack Lemmon e Marilyn Monroe. Per il primo, infatti, era stato considerato Bob Hope. Per il secondo, invece, la scelta era caduta su Frank Sinatra, Danny Kaye, Anthony Perkins e Jerry Lewis (che rifiutò perché non gli andava di travestirsi da donna). Mentre, per la parte della provocante Zucchero, Wilder avrebbe tanto voluto l’attrice Mitzi Gaynor. Quando Lemmon ottenne la nomination all’Oscar per quel ruolo che Lewis aveva rimandato indietro al mittente, iniziò a mandargli ogni anno una scatola di cioccolatini per ringraziarlo di quel gesto che, inconsapevolmente, gli aveva cambiato la vita.

3. A qualcuno piace caldo: Daphne e Josephine, due donne invidiabili

Prima dell’inizio delle riprese, Curtis e Lemmon provarono gli abiti di Daphne e Josephine per capire se fossero credibili in costumi femminili. Decisero, dunque, di fare un tour degli studios ed entrarono addirittura nel bagno delle signore per sistemare il trucco. L’esperimento riuscì alla perfezione: nessuno si accorse che non si trattava davvero di due donne. La preparazione al ruolo fu intensa: un ballerino di cabaret, abituato a travestirsi per i suoi spettacoli, fu incaricato di insegnare ai due come camminare sui tacchi alti. Un training che, ben presto, si rivelò inutile: Lemmon rifiutò di prestarsi all’esercizio perché pensava sarebbe stato molto più efficace camminare come un uomo che tenta di imitare movenze femminili e non perfezionare il movimento al punto da renderlo eccessivamente realistico.

4. A qualcuno piace caldo: Marilyn, diva impenitente

Durante la lavorazione, non furono pochi i problemi causati dall’atteggiamento di Marilyn Monroe. Secondo quanto dichiarato da Curtis, l’attrice si presentava regolarmente in ritardo di due o tre ore e, spesso, si rifiutava di uscire dal camerino. E non finisce qui. Perché, ad aggravare ulteriormente la situazione, ci pensavano anche i suoi gravi problemi di memoria, che la portavano a dimenticare le battute e a leggerle su una lavagnetta (famosi gli aneddoti sulle battute ‘It’s me, Sugar’ e ‘Where’s the bourbon’, ripetute rispettivamente 47 e 30 volte fino al ciak perfetto). Le scene ambientate in albergo furono girate tutte all’Hotel Del Coronado di San Diego, perché Marilyn non voleva spostarsi e aveva preteso di soggiornare poco lontano dal set. Alla fine delle riprese, si dice che Wilder fosse così arrabbiato con lei che non la invitò neppure al party della première. 

5. A qualcuno piace caldo: Marilyn come Hitler?

Durante la proiezione del girato delle scene del bacio sullo yacht, Tony Curtis disse che baciare Marilyn Monroe era stato come baciare Hitler. Due anni dopo, l’attrice rispose alla provocazione, sostenendo si fosse trattato di un problema del collega, non suo. L’attore, colto in fallo, ha poi negato di aver pronunciato quella frase, dichiarando anzi che lui e la biondissima diva avevano avuto un breve flirt durante le riprese.

6. A qualcuno piace caldo: bavaglio in Kansas e in Italia

Quando uscì nelle sale, lo stato del Kansas si rifiutò di proiettarlo perché reputava il travestitismo ‘un elemento eccessivamente disturbante’. Nella prima edizione italiana, invece, vennero censurate alcune parti del dialogo tra Curtis e Monroe sullo yacht. Le battute sono poi state recuperate e doppiate ex novo nella versione proposta negli ultimi anni in tivù.

7. A qualcuno piace caldo: viva il bianco e nero

Mentre Monroe voleva che la pellicola fosse girata a colori, come previsto dal suo contratto, Billy Wilder riuscì a convincerla a girare A qualcuno piace caldo in bianco e nero perché gli screen test avevano dimostrato come il make up di Curtis e Lemmon desse al loro viso una sfumatura verde che, eliminando i colori, non si sarebbe in alcun modo notata.

8. A qualcuno piace caldo: tanti titoli per un solo cult

Il titolo provvisorio del film era Non stanotte, Josephine. Mentre quello italiano non è altro che una traduzione dell’originale inglese, in Russia è stata adottata una soluzione alternativa, intitolandolo Il jazz è permesso solo alle ragazze.