Il 6 settembre 2021 moriva Jean-Paul Belmondo

Redazione
06/09/2022

Il 6 settembre 2021 ci lasciava Jean-Paul Belmondo. Tag43 vi dà il buongiorno con una scena del film Fino all'ultimo respiro, considerato il manifesto della Nouvelle Vague.

Il 6 settembre 2021 moriva Jean-Paul Belmondo

Esattamente un anno fa ci lasciava uno degli ultimi grandi divi del cinema francese: Jean-Paul Belmondo. Scomparso a 88 anni il 6 settembre 2021, nel corso della carriera ha recitato in ruoli da duro ma con il cuore tenero o da giovane spericolato come nelle commedie di Philippe de Broca L’uomo di Rio (1964) e L’uomo di Hong Kong (1965). Ma anche in ruoli drammatici come in Fino all’ultimo respiro (1960), manifesto della Nouvelle Vague di Jean-Luc Godard che lo volle protagonista anche di Pierrot le fou (1965). Oppure in La mia droga si chiama Julie (1969) di François Truffaut. In Italia, Belmondo vestì i panni di Michele ne La Ciociara di Vittorio De Sica. Ma il maggiore successo, lui bel tenebroso, lo ottenne nei polizieschi, recitando con Claude Sautet in Asfalto che scotta (1960), Quello che spara per primo di Jean Becker (1961), fino a Lo spione di Jean Pierre Melville.

Il 6 settembre 2021 moriva Jean-Paul Belmondo. Tag43 vi dà il buongiorno con una scena di Fino all'ultimo respiro.
1960, Jean-Paul Belmondo insieme alle colleghe Alexandra Stewart e Sylva Koscina (Getty Images)

Belmondo, la storica “rivalità” con l’amico Alain Delon

Lineamenti pronunciati e naso schiacciato da boxeur, insieme a uno stile brillante e scanzonato: storica la “rivalità” di “Bebel” con l’altro divo del cinema francese, Alain Delon, di due anni più giovane, con cui nel 1970 recitò in Borsalino. Nato a Neuilly sur Seine, vicino a Parigi, Belmondo aveva lontane origini italiane, come testimonia il suo cognome.

Il 6 settembre 2021 moriva Jean-Paul Belmondo. Tag43 vi dà il buongiorno con una scena di Fino all'ultimo respiro.
1074, Jean-Paul Belmondo a Cannes (Getty Images)

Belmondo, una carriera straordinaria premiata a Cannes e Venezia

Nel 2001 l’attore francese era stato colpito da un ictus e per otto anni era scomparso dalla scena pubblica: questo non gli impedì nel 2011 di rimettersi in piedi per ritirare nel 2011 la meritatissima Palma d’oro alla carriera al Festival di Cannes. E cinque anni dopo era stato ospite della 73esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica a Venezia, per ricevere il Leone d’Oro alla carriera. «Un volto affascinante, una simpatia irresistibile, una straordinaria versatilità che gli ha consentito di interpretare di volta in volta ruoli drammatici, avventurosi e persino comici, e che hanno fatto di lui una star universalmente apprezzata, sia dagli autori impegnati che dal cinema di semplice intrattenimento»: questa la motivazione data al premio dal Direttore Alberto Barbera.

Tag43 vi dà il buongiorno con una scena di Fino all’ultimo respiro, considerato il manifesto della Nouvelle Vague.